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Fiorentina-Inter (3-4): la Pazza Inter di Inzaghi cambia gioco e umore ogni 30′

Fiorentina-Inter è la solita partita folle ma stavolta termina con i tre punti nerazzurri. La Pazza Inter versione Inzaghi a Firenze deve ringraziare Barella, Lautaro Martinez e Mkhitaryan, autori di gol e assist nel 3-4 finale. La prestazione nerazzurra si divide letteralmente in quattro parti, una ogni mezz’ora… più recupero! Di seguito l’analisi tattica di Fiorentina-Inter in Serie A

Pre-Game Analysis: il modulo e le scelte di Inzaghi

FORMAZIONE – Ecco il 3-5-2 di partenza dell’Inter scelto da Simone Inzaghi per affrontare la Fiorentina in Serie A: 24 Onana; 37 Skriniar ©, 6 de Vrij, 15 Acerbi; 36 Darmian, 23 Barella, 20 Calhanoglu, 22 Mkhitaryan, 32 F. Dimarco; 10 Lautaro Martinez, 11 J. Correa.

In-Game Analysis: sviluppo e lettura di Fiorentina-Inter

HIGHLIGHTS – Nel primo tempo, al 2′ Lautaro Martinez trova in verticale Barella, bravissimo a inserirsi in area e a bucare Terracciano con un destro quasi impensabile (0-1). Poi al 15′ lo stesso Lautaro Martinez fa tutto da solo, scherzando la difesa viola e concludendo in rete con un diagonale (0-2). Al 32′ l’arbitro assegna un rigore, grazie al VAR, per l’intervento in ritardo di Dimarco su Bonaventura e al 33′ Arthur Cabral spiazza Onana dal dischetto (1-2). Nel secondo tempo, al 60′ Ikoné si inventa un gran gol con un sinistro a giro che finisce quasi nel sette alle spalle di Onana (2-2). Al 72′ l’arbitro, grazie al VAR, assegna un rigore anche all’Inter per atterramento di Lautaro Martinez messo in atto da Terracciano e al 73′ l’attaccante argentino spiazza il portiere viola (2-3). Proprio al 90′ Jovic si gira bene in area e pareggia sugli sviluppi di un corner, sfruttando anche la marcatura non impeccabile di de Vrij dopo averlo strattonato un po’ (3-3). All’ultimo minuto però, quando è ormai il 95′, Mkhitaryan appoggia in rete l’assist di Barella da destra rinviato malamente da Venuti proprio sul centrocampista armeno (3-4).

SOSTITUZIONI – Al 61′, sul risultato di 2-2, arriva il primo cambio di Inzaghi: fuori Correa, dentro Dzeko. Cambia il partner di Lautaro Martinez in attacco. Al 68′ doppio cambio nerazzurro: fuori Darmian e Dimarco, dentro Dumfries e Gosens. Staffetta su entrambe le fasce. Infine, all’85′, sul 2-3, ecco il quarto e ultimo cambio dell’Inter: fuori Lautaro Martinez, dentro Bellanova. Inzaghi opta per un assetto più difensivo sulla base di 3-5-1-1 che diventa presto un 5-4-1 disordinato con l’esterno destro italiano a copertura di Dumfries e Mkhitaryan avanzato.

Player Analysis: focus sul singolo nerazzurro

TOP – Tre dei quattro gol sul tabellone dello Stadio “Artemio Franchi” di Firenze nascono da una sua intuizione: Lautaro Martinez (vedi pagelle di Fiorentina-Inter). Prima l’assist per Barella, poi il gol in solitaria e infine il rigore, guadagnato e poi segnato. Escludendo il blackout finale, una partita simile sarebbe finita 2-3 e il classe ’97 argentino si sarebbe preso tutta la scena. Lo fa lo stesso ma deve ringraziare anche la coppia Barella-Mkhitaryan, che cala il poker quando Inzaghi lo ha già spedito in panchina a rifiatare in vista del Viktoria Plzen. Lukaku chi? L’attacco dell’Inter è sulle spalle del numero 10, oggi più che mai. Un Toro ormai indomabile. Scatenato.

Post-Game Analysis: considerazioni finali su Fiorentina-Inter

COMMENTO – Una squadra matura apre la partita al 2′, la chiude al 15′ e gestisce il doppio vantaggio fino al 90′. Non è così per l’Inter di Inzaghi, che al 90′ fa iniziare un’altra partita dopo averne affrontato già tre. Tutte diverse. Nella prima mezz’ora l’unico elemento di disturbo è la variabile Ikoné, proposta da Italiano dopo l’uscita di Nico Gonzalez. L’Inter è già sul doppio vantaggio, mostrando il suo solito gioco propositivo tra le linee, quando inizia a capire che deve limitare l’ala destra viola. Non fa in tempo, perché la mezz’ora successiva è buio totale: dall’1-2 al 2-2 per errori evitabili e troppo nervosismo. L’ingresso di Dzeko fa sì che la squadra nerazzurra possa tornare a giocare a calcio, in undici, per un’altra mezz’oretta scarsa. L’uscita di Lautaro Martinez è lo spoiler del dramma di cui la Viola vuole essere protagonista: il 3-3 al 90′ punisce Inzaghi in tempi record. Poi succede quello che succede, per fortuna, ma le montagne russe vissute a cadenza di 30′ non sono da squadra concentrata. Il salto di qualità deve passare soprattutto dalla gestione delle energie e dei risultati: buttare al vento uno 0-2 dopo un quarto d’ora di gioco senza storie è un peccato. Il gioco e l’umore della squadra risentono troppo di ogni scossone in campo, ma l’esperienza di alcuni (i due ex Roma…) aiuta il resto del gruppo.

OSSERVAZIONE – A Firenze succedono sempre cose strane. Ciò non giustifica l’ennesima dormita a tempo scaduto. Succede praticamente quanto visto a Barcellona, solo che stavolta Mkhitaryan segna il 3-4 anziché sbagliare come Asllani. Ciò fa cambiare – e di molto – i giudizi sulla prestazione collettiva. Una prestazione buona ma non buonissima. Durata poco e poi riproposta in tempo per evitare la beffa. Perché il gol di Jovic, al di là dell’episodio da moviola (fallo su de Vrij?), non può mai arrivare. L’Inter regala alla Fiorentina l’occasione di pareggiare a partita ormai finita. E solo un episodio, anche fortunoso (l’assist è di Venuti…), salva Inzaghi dall’ennesimo tritacarne sui cambi. Troppo rinunciatario a difesa del terzo gol, quando Italiano ha scelto di attaccare a più non posso alla ricerca del pareggio. La panchina non offre grandi opzioni, vero, ma l’impressione è che si possa fare meglio. Ancora meglio, anzi. Dall’inizio e a partita in corso. Di Fiorentina-Inter restano i tre punti, pesanti, e l’azione finale da squadra affamata di vittoria. Non era scontato. Anzi, nessuno ci credeva più. L’attacco per una volta rimedia ai (soliti) buchi della difesa: la Pazza Inter già vista a Barcellona stavolta l’ha fatta grossa. Quattro gol a Firenze storicamente non sempre portano tre punti ma a Inzaghi sì.

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