Analisi tattica

Brescia-Inter: Conte sfida la stanchezza e la vince (solo) con i suoi singoli

L’Inter riacciuffa la vetta, anche se solo momentaneamente. L’1-2 di Brescia porta le solite firme, quelle di Lautaro Martinez e Lukaku. Prestazione non eccelsa per la squadra di Conte, visibilmente stanca per la “tre giorni” continua a turnover ridotto. Il calo netto arriva nel finale, ma ad arrivare sono soprattutto i tre punti. Preziosi per tanti e diversi motivi. Ecco l’analisi tattica di Brescia-Inter

PRESENTAZIONE PRE-PARTITA

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Conte per affrontare il Brescia: Handanovic; Godin, de Vrij, Skriniar; Candreva, Gagliardini, Brozovic, Barella, Asamoah; Lukaku, Lautaro Martinez.

Brescia-Inter Formazione Ufficiale
Brescia-Inter Formazione Iniziale

MODULO – Nessun sorpresa per l’Inter, che viene schierata da Conte con il tradizionale 3-5-2 senza novità. In campo l’undici migliore, ovvero quello con de Vrij a guidare la difesa e supportare la costruzione del gioco da dietro. Il Brozovic sottotono visto contro il Parma viene “corretto” con il doppio regista. Asamoah torna titolare a sinistra, di fatto non ci sono altre forze fresche.

RESOCONTO PARTITA

PRIMO TEMPO – L’Inter inizia con il solito giro palla paziente, senza strafare. La disposizione “a specchio” del Brescia chiude molte linee di passaggio alla squadra di Conte, che comunque conduce la gara senza troppe preoccupazioni. Troppi gli errori da entrambe le parti. Al 23′ l’Inter va in vantaggio con un gol di Lautaro Martinez che in realtà è più un autogol di Cistana, che devia in maniera decisiva la conclusione dalla distanza dell’attaccante argentino. Per “sbloccare” Barella, Conte inverte le mezzali: Gagliardini va sul centro-sinistra, il numero 23 agisce da destra, dove dà il meglio di sé. L’esperimento dura poco più di 5′ perché non ci sono miglioramenti evidenti, anzi. In mezzo al campo si fa fatica, ma per il resto la difesa copre bene e l’attacco lavora tanto. Lo spettacolo non è di casa, l’Inter si limita a gestire il vantaggio senza trovare troppi spazi. Il primo tempo termina 0-1: vantaggio fortunoso, ma meritato.

SECONDO TEMPO – La ripresa si apre senza modifiche, ma è il Brescia a prendere in mano la partita. L’Inter soffre l’organizzazione dei padroni di casa, che aggrediscono e attaccano a pieno organico. Al 63′ gol pazzesco di Lukaku, che di sinistro dalla distanza trova una conclusione imprendibile per Alfonso. Il doppio vantaggio non cambia l’Inter, che continua a subire la propositività del Brescia. Al 76′ il Brescia accorcia le distanze con un autogol grottesco di Skriniar, che con una carambola buca Handanovic dopo una conclusione di Bisoli respinta proprio dal numero 1. All’81’ primo cambio per l’Inter: fuori Asamoah, dentro Biraghi. Staffetta sulla sinistra, dove il ghanese delude non poco. La stanchezza fa perdere lucidità a tutta l’Inter, che è caotica in campo: Barella corre (a vuoto) da sinistra verso destra, Gagliardini cerca di essere complementare dall’altro lato senza brillare. All’86’ secondo (e ultimo) cambio per Conte: fuori Lukaku, dentro Esposito. Il classe 2002 agisce alla destra di Lautaro Martinez (come da immagine sotto allegata, ndr), ma in realtà si muove lungo tutto il fronte offensivo per cercare di non far ripartire il Brescia. Il finale oggettivamente è un assedio in cui l’Inter difende la propria porta, soffrendo fin troppo. Il secondo tempo termina 1-2: vittoria esterna preziosa per i nerazzurri di Conte, finora inarrestabili lontani da San Siro.

Brescia-Inter Formazione Finale
Brescia-Inter Formazione Finale

CONSIDERAZIONI POST-PARTITA

PROTAGONISTA – A volte bisogna avere il coraggio di andare controcorrente, soprattutto quando la gente vede solo le cose negative, come nella prestazione di chi ha deciso la partita: Lukaku. L’attaccante belga nel primo tempo gioca di sponda, costantemente marcato da tutto il pacchetto arretrato del Brescia, ma non si scoraggia. Se Lautaro Martinez brilla è merito suo, che si porta dietro gli uomini e fa il gioco sporco. Nella ripresa il canovaccio continua, fin quando non s’inventa la perla del raddoppio. A volte non bellissimo da vedere, ma preziosissimo. Devastante.

COMMENTO – Tre punti in casa di una neopromossa sembrano facili da conquistare. Sulla carta. In campo no. Teoria e pratica nel calcio non vanno mai di pari passo, per questo la sofferenza dell’Inter a Brescia è giustificata. Quasi comprensibile. Anzi, a dirla tutta, Conte l’avrà messa tra i punti all’ordine del giorno prima della trasferta… E anche per questo i tre punti conquistati sono importantissimi. Sia per la classifica (Inter prima a quota 25 punti, in attesa di Juventus-Genoa) sia per il morale (Bologna-Inter si può preparare con meno pressioni dopo il mezzo passo falso di Inter-Parma). La firma sulla partita è quella dei due marcatori, certo. Ma è Conte a insistere sulla coppia Lukaku-Lautaro Martinez in attacco. Scritta così, con il numero 9 a supporto del numero 10 e non viceversa. Perché è merito di Conte se le due punte giocano così, pur andando in rete su iniziativa personale anziché collettiva. Anche perché di “collettivo” in Brescia-Inter c’è davvero poco.

Il concetto di squadra regge zero se non provando a fare quantità nel momento di difendere il risultato a tutti i costi. Ed è sempre Conte a non cambiare di una virgola la sua formazione, sempre schierata con il 3-5-2 in assenza di D’Ambrosio, Vecino, Sensi e Sanchez. Tornano tutti i titolari, anche se acciaccati. Insomma, il fatto che l’Inter non faccia turnover non è una scelta obbligata, ma necessaria per portare a casa più punti possibili schierando una formazione di livello medio-alto. Ed è questa la scommessa vinta da Conte, che stavolta rinuncia perfino al terzo cambio (per mettere chi?). Il paradosso di Brescia-Inter ha dell’incredibile: un’Inter stanchissima non può cambiare troppo perché far rifiatare i titolari in favore delle riserve sarebbe più rischioso che far giocare sempre gli stessi stremati. Da questo concetto bisogna ripartire pensando alla trasferta in casa del Borussia Dortmund, tra Bologna ed Hellas Verona. Conte sa qual è l’obiettivo dell’Inter prima della terza sosta stagionale, ora bisogna vedere se la squadra avrà lo stesso obiettivo (e ritmo…). Intanto da Brescia arriva una buona notizia: l’Inter di Conte c’è e (per ora…) posticipa le critiche gratuite dall’esterno alla prossima partita.

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