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Albertini: “Inter-Milan, toglierei il pareggio. San Siro? Non più adatto”

“Tuttosport” ha intervistato Demetrio Albertini, ex calciatore rossonero e attuale presidente del settore tecnico della Figc, a pochi giorni da Inter-Milan. Tanti i temi trattati: dagli uomini chiave ai primi ricordi della stracittadina. Passando per la delicata questione San Siro. 

AMARCORD – Da ex rossonero, Demetrio Albertini guarderà Inter-Milan con un occhio particolare. Una partita complicata da presentare, soprattutto cercando di limitarsi ai discorsi tecnici. C’è una potente sovrastruttura emotiva da attraversare. Per l’attuale Presidente del settore tecnico FIGC, quella coltre di emotività fa rima con ricordo. “Un tempo l’anteprima dei match a San Siro era la sfida fra giovani delle due squadre. Nel 1984 giocai e poi feci il raccattapalle, quello accovacciato a bordo campo nella foto dello storico gol di testa di Hateley. Il mio primo Inter-Milan fu nel 1991, scoprii con una settimana di anticipo che sarei stato titolare. Me lo disse Silvio Berlusconi. Avevo un problema a una caviglia, mi chiamò a casa: “Stai tranquillo. Con il mister siamo d’accordo che domani salti la Cremonese, tanto c’è Carletto (Ancelotti, ndr). Così puoi recuperare per l’Inter, che è più importante”.

FUORICLASSE – Il peso emotivo di una partita simile non può essere sottovalutato. Soprattutto in un derby che arriva a questo punto della stagione: “Sono ragazzi abituati a giocare partite speciali. In città si percepisce l’interesse dei tifosi. Il calciatore deve rendersi conto che non vale solo tre punti, ma spesso è la svolta della stagione. Il derby dà consapevolezza più di ogni partita. Quando perdi, pensi ai tre punti. Quando vinci, sposta molto di più. Bisogna osare. Io il pareggio lo toglierei dal derby. Romelu Lukaku e Zlatan Ibrahimovic? Fra questi due è oggettivamente una sfida fra giganti, ma il derby tendenzialmente lo vince la squadra che sbaglia di meno. Lautaro Martinez? L’ho visto dal vivo ed è il giocatore che più mi ha impressionato. Ho fatto i complimenti ai dirigenti nerazzurri per averlo scoperto. Ha commesso una ingenuità (contro il Cagliari, ndr), per incapacità di controllarsi, e queste cose hanno conseguenze sulla squadra, non solo quando c’è il derby ma sempre. Credo che all’Inter glielo abbiano spiegato».

AMBIZIONI – La squadra di Antonio Conte si è quasi rivoluzionata nel mercato invernale. Sono arrivati Christian Eriksen, Victor Moses e Ashley Young, tutti e tre dalla Premier League. “Il nostro calcio è diverso, ma è una Inter ad alta intensità, come il suo allenatore. Senza ombra di dubbio è Conte che ha permesso alla squadra il salto di qualità. È concepita fin dall’inizio per lottare per lo scudetto e non per il quarto posto. Inter e Milan bacini per la Nazionale? È importante che i loro giovani vivano partite di alto livello in squadre simili, dove vincere è un’esigenza più pressante che altrove. È sicuramente quello che serve all’Italia, all’Europeo giocherà sfide da dentro o fuori. San Siro? Inter e Milan meritano uno stadio diverso, questo è un monumento della città ma non è più adeguato agli standard mondiali. Poi mi pare una storia anomala quella di condividere un impianto nuovo“.

Fonte: Tuttosport – Paolo Cappelleri

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