Alan Patrick poco pubblicizzato, ma cuore dello Shakhtar Donetsk

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17 Agosto 2020, 10:45
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Nel gioco di Luis Castro c’è un giocatore che di solito non viene nominato, ma è fondamentale. Si tratta di Alan Patrick, uno dei segreti dello Shakhtar Donetsk.

ETERNO IGNORATO – Alan Patrick come nome non dice molto all’appassionato medio di calcio. E per la verità nemmeno a chi segue un po’ più a fondo il calcio, quantomeno europeo. Questo perché il suo destino, a quanto pare, è stare sempre lontano dalle luci della ribalta. Di solito non è il più giovane, il più talentuoso, il più spettacolare, quello che finisce di più negli highlights. Mai. Però nello Shakhtar è uno dei segreti del gioco di Luis Castro. E non va sottovalutato.

DAL BRASILE ALL’UCRAINA – Giusto per farvi un esempio, Alan Patrick nasce nel Santos e per quanto sia sempre stato un giocatore di qualità è difficile brillare di fianco a Neymar e Ganso (quando era fisicamente integro). Parliamo del 2011, anno della vittoria in Libertadores. E qui arriviamo all’età: il brasiliano è un classe 1991. Ormai è un giocatore esperto e definito, non un giovane che cattura le fantasie. Lo Shakhtar lo ha acquistato appunto nel 2011, ma è diventato un titolare dalla stagione 2017-2018. Sviluppando negli anni sempre più l’intesa coi suoi compagni di trequarti, vale a dire Marlos e Taison. Un trio che ormai si trova a memoria.

NEL CUORE DEL GIOCO – Non è un trequartista incursore, né un’ala/seconda punta arretrata. Anzi, spesso Alan Patrick è un centrocampista aggiunto. Si abbassa, svaria, tocca più palloni di tutti. Aiuta dove serve, che sia nella prima impostazione o nella rifinitura, leggendo tra le pieghe tattiche della gara. Sempre pronto a dare un’opzione ai compagni. In Europa League è il giocatore con più passaggi di media dello Shakhtar con 62. Ed è anche quello con la miglior percentuale di realizzazione. In più è capace di spezzare le linee avversarie: è il secondo della squadra per dribbling e il terzo per falli subiti. Conte non dovrà farsi fregare: Alan Patrick va tenuto d’occhio molto bene.




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