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3 appunti su Parma-Inter: Barella fulcro, Lukaku associativo, sostituzioni ok

La rubrica “3 appunti” pone l’attenzione su tre aspetti singolari di una partita. La prestazione di un singolo giocatore, una rete, o un dato statistico: tre cose da porre in risalto. In Parma-Inter emerge ancora una volta una prova assoluta di Nicolò Barella, migliore in campo assieme a Romelu Lukaku. Azzeccate le sostituzioni: i subentri danno la svolta.

1. DURACELLNicolò Barella si conferma uomo imprescindibile per il centrocampo dell’Inter. Il numero 23 è il secondo con più chilometri percorsi contro il Parma (11,759 come da report della Lega Serie A), ma alla sostanza unisce anche qualità. È il nerazzurro che tocca più palloni: 94 in tutta la gara. In assenza di Marcelo Brozovic, Barella prende possesso delle chiavi del centrocampo dell’Inter, e guida la squadra a testa alta, con una maturità difficile da riscontrare in un ragazzo di 23 anni. È inoltre presente negli ultimi 20 metri: solo foga e chiusure avversarie gli negano la gioia del (meritato) gol.

2. ASSOCIATIVO – I numeri del report della Serie A di Parma-Inter non sembrano rendere onore alla prova di Romelu Lukaku. Con 41 palloni giocati non è nemmeno nella top5 dei nerazzurri, ma la sua impronta sulla manovra nerazzurra è ben visibile. Il belga agisce da vero e proprio regista offensivo, regalando una prova dal grande carattere associativo. Dialoga benissimo su tutte le linee di passaggio, sfruttando la sua enorme dote di protezione palla per aiutare la squadra a salire. Il gol numero 20 in Serie A è solo rimandato.

3. GIUSTO APPROCCIO – Come di consueto, i cambi dell’Inter risultano obbligati. Cristian Stellini (allenatore in occasione della squalifica di Antonio Conte) segue il copione concordato, cambiando le fasce. Ma più che Victor Moses – autore dell’assist per il gol vittoria, è il match winner Alessandro Bastoni a spostare davvero gli equilibri. Una mossa apparentemente azzardata, ma che in realtà ha una logica inossidabile. Il difensore classe 1999 ha un approccio più offensivo rispetto a Diego Godin, oltre che una migliore abilità di palleggio. Fuori quindi l’uruguaiano, che rischiava di attirare troppo le folate del Parma, e dentro Bastoni, che grazie alle sue discese si trova al posto giusto nel momento giusto.

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