Pandini: “Inter, il gruppo ti fa vincere le partite. Ora mi mancano tutte”

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7 Maggio 2020, 22:14
Marta Pandini Inter Femminile
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Pandini è stata protagonista della calling con la compagna di squadra Martina Brustia (qui le sue parole) e Nadia e Elena Fanchini. La centrocampista di Inter Women sottolinea l’importanza dell’alchimia di gruppo con le compagne. Di seguito le sue dichiarazioni dal profilo YouTube della società nerazzurra

INTER, IL GRUPPO E’ FONDAMENTALE

Marta Pandini sottolinea l’importanza del gruppo: «Feeling di squadra? E’ una cosa che contraddistingue una squadra rispetto all’altra. Essere legate è un tassello importante per vincere le partite. Devi avere un carattare davvero forte per non cedere al fatto che una compagna ha sbagliato. Tutti prima o poi fanno un errore. Poi noi possiamo rifarci, negli sport invdividuali è diverso. E’ successo spesso che una compagna sbagli un rigore, è difficile rapportarsi in quel momento. Hai agitazione, le tue motivazioni: è davvero difficile essere coscienti in quel momento. Mi reputo una calciatrice abbastanza positiva, ma dipende dai caratteri – dice Pandini -. Poi influenza tutta la squadra. Competizione sana? Ci deve essere, ma deve restare sana. Poi dipende sempre dal rapporto con l’altra persona. Devi riuscire a captare i motivi perché una gioca e una no. Tra sorelle penso che sia l’esempio migliore. Calcio? Io ho iniziato a 7 anni coi maschi. Preferivo con loro che non bambole o cucinette. Mio padre mi ha portato al centro sportivo dell’oratorio vicino. Mi dicevano che ero brava, sono cresciuta lì. Poi una volta cresciuta, non potevo più con loro, cambia il fisico… Io non volevo andare in una squadra femminile, ma poi sono arrivata all’Inter. Poi ci sono rimasta tutti questi anni. La passione è nata così».

DALLA FAMIGLIA ALLA NAZIONALE

Marta Pandini racconta i raduni con l’Italia: «Famiglia? Siamo in tanti, ma i miei genitori ci sono sempre stati e mi hanno sempre seguito. Mio padre poi c’è sempre stato, soprattutto quando da fuori mi seguiva nel calcio maschile. Mi aspettava al freddo, all’aperto… Ogni domenica era presente alle partite. Nazionale? Durante l’anno giochiamo nel club e poi ci sono i raduni una volta al mese di qualche giorno. Dipende dal torneo internazionale. Da un lato è una gioia immensa, dall’altro è difficile perché vai a giocare con le più forte d’Italia e non ci conosciamo neanche. Il feeling è fondamentale, ma lì ti devi rapportare con chi non ti conosci. Comunque è bellissimo indossare la divisa dell’Italia. Inter? Abbiamo fatto la videochiamata di tutto lo staff e la squadra, eravamo 50! Mi manca un sacco stare insieme».


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