D’Adda: “Studio da allenatrice. Vorrei allenare le giovanili dell’Inter Women”

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25 Luglio 2020, 08:20
Roberta D'Adda Roberta D’Adda
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Roberta D’Adda, ex calciatrice dell’Inter Women, ha parlato ai microfoni di “TMW Radio”, nel corso della trasmissione “Tutto Calcio Femminile”. La D’Adda, ritiratasi da pochissimo dal calcio giocato, ha parlato dell’esperienza in nerazzurro e delle ambizioni per il futuro prossimo

EMOZIONE – Dire basta, metterci un punto, abbassare la saracinesca, non è mai una cosa semplice da fare o da dire. Lo sa bene Roberta D’Adda, ormai ex calciatrice dell’Inter Women, che da qualche settimana ha ufficializzato il suo addio al calcio giocato (ne parlavamo QUI). L’ex nerazzurra ha parlato ai microfoni di “TMW Radio”, rilasciando queste dichiarazioni: «La mia carriera è stata lunga, molto bella, e quest’anno ho maturato la decisione (di dire basta, ndr), non da un giorno all’altro. Sono servite lacrime, ma ad oggi sono contento della scelta fatta perché penso fosse il momento giusto».

PROGETTI – Per quanto riguarda il futuro, Roberta D’Adda sembra avere le idee chiare: «Sto facendo il corso UEFA B, spero di poter rimanere in nerazzurro e allenare le bambine, per dare loro quello che ho imparato in questi anni di carriera. Il calcio ha fatto parte di tantissimi anni della mia carriera, e spero che lo sia ancora».

GLI ESORDI – C’è tempo anche per un tuffo nel passato, agli inizi della carriera di Roberta D’Adda: «(All’inizio, ndr) Non c’erano neanche i settori giovanili al femminile come oggi. Io e tante bambine fino a 12 anni giocavamo coi maschietti. Oggi invece c’è la novità importante dei settori giovanili, così da permettere alle bambine di praticare questo sport. In questi 22 anni di carriera c’è stata un’evoluzione e tanti cambiamenti, i più importanti poi negli ultimi anni. Ce ne sono tanti altri da fare ma siamo sulla strada giusta. Hanno detto che nel 2022 ci sarà il professionismo ed è una cosa che serve ad alzare il livello. Sono contenta delle lotte che ho fatto, e di quelle che farò. Si dice che sia la punta dell’iceberg (il professionismo , ndr). Ma in realtà alza il livello complessivo, anche degli allenatori e dei membri dello staff. Tutto, di conseguenza, cambia. Speriamo non siano solo parole».

PREGIUDIZI E BILANCI – Chiosa finale sui pregiudizi, che ammantano ancora il calcio femminile, oltre ad un breve commento sulla stagione dell’Inter Women, che Roberta D’Adda commenta così: «In prima persona per fortuna no, mai sentite frasi particolari. Quelle che si sentivano ai tempi, oggi un po’ meno anche se siamo sempre meno aperti, erano che diventavi un maschiaccio e venivano le gambe grosse. A me non interessava e non interessa tuttora, quando uno ha un sogno e un obiettivo va avanti con passione, nessuno lo può fermare. Bisogna imparare ad apprezzare le cose per come sono, ogni sport è diverso al maschile o al femminile, l’errore è paragonarli, perché fisiologicamente le differenze ci sono. Inter Women? Quando ti chiami Inter, è normale che ci si aspetti sempre tantissimo. Bisogna però tener conto che eravamo neo-promosse, e il salto si sente, soprattutto se lo fai con ragazze giovani che non hanno mai fatto la Serie A, e cercano ancora certezze. Sapevamo che non era facile. In più cinque straniere da amalgamare, poi purtroppo non c’è neanche stato tempo di proseguire il percorso iniziato. Credo che quest’anno per loro sarà diverso, hanno una stagione in più sulle spalle e sanno cosa significa giocare in Serie A».

Fonte: TMW Radio


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