Inter del futuro: alla scoperta di Radu, portiere goleador

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1 gennaio 2016, 16:19
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Le giovanili dell’Inter sono da anni motivo di vanto per la società. Per dimostrare l’eccellenza del settore basti ricordare i trofei vinti, gli attestati di stima ricevuti a livello italiano ed europeo, ma, soprattutto, i tanti giocatori che, partendo dal vivaio interista, sono riusciti a spiccare il grande salto nel calcio professionistico. Fra i nerazzurri ci sono oggi altri talenti, poco noti alla maggioranza, pronti a raccogliere il testimone: iniziamo a conoscerli

CONFRONTO – Dalla Primavera interista, negli ultimi anni, sono emersi portieri di eccellente livello, che attualmente militano fra la serie A, la serie B e la Liga spagnola. Vid Belec difende la porta del Carpi, Raffaele Di Gennaro quella del Latina, mentre Francesco Bardi, dopo un’esperienza al Livorno, è oggi approdato all’Espanyol. Inevitabile, per il numero 1 della Primavera attuale, ritrovarsi a fare i conti con l’eredità e il confronto fra questi predecessori. Una sfida raccolta da Ionut Radu, rumeno classe 1997, alto 1.86, all’Inter dall’estate del 2013.

DERBY INDIMENTICABILE – Radu, cugino di Andrei, difensore della Dinamo Bucarest in prestito all’ACS Berceni, giunge in Italia nel gennaio del 2013, ingaggiato dalla Pergolettese, in Lega Pro, dopo essere cresciuto nella Dinamo Bucarest. Le sue prestazioni attirano subito l’attenzione del club nerazzurro, da sempre attentissimo alle giovani promesse e il parere entusiasta di Luciano Castellini, ex grande portiere del passato oggi osservatore interista, convince Piero Ausilio a puntare su di lui. Firma per l’Inter nell’agosto del 2013 e viene aggregato agli Allievi di Gianmario Corti, con cui vincerà uno scudetto e una Supercoppa. Si mette in luce proprio nelle finali del campionato 2014, rivelando tutto il suo talento per i rigori. Non solo nel pararli – la vittoria in finale per 4 a 2 contro il Milan è frutto anche dei tre rigori parati ai cugini – ma anche segnandoli, come dimostra il gol dagli 11 metri contro il Parma in semifinale.

PRIMAVERA – Il salto in Primavera, sebbene sotto età, è immediato e anche qui Radu mostra di non patire la pressione e di avere l’atteggiamento adatto per progredire, imparando da propri errori e migliorando i propri difetti. Il giovanissimo rumeno infatti, fortissimo fra i pali, inizialmente non appare altrettanto sicuro con il pallone fra i piedi, ma col tempo riesce a limare questa debolezza fino a renderla una delle sue doti più spiccate. Oggi infatti le sua capacità nel gestire e calciare la palla, unita all’ottima tempistica nelle uscite, rappresentano i cardini su cui sta costruendo la propria futura carriera.
La vittoria al Torneo di Viareggio è il coronamento di questo cammino e in estate, il Livorno contatta i vertici del club nerazzurro per discutere di un eventuale prestito. Richiesta respinta per evitare il rischio che il portierino possa bruciarsi, ma per lui giunge una convocazione in prima squadra, durante il pre ritiro estivo della squadra. Radu osserva e impara e, come confessa a Inter Channel, elegge Handanovic a suo modello, fuori e dentro il campo.

CARATTERE – Il vero fattore che distingue Ionut Radu da altri ragazzi della sua età sembra infatti essere la testa. Il rumeno, contrariamente a quanti sostengono che ogni portiere debba essere un po’ matto, si è sempre distinto per la serietà e la concentrazione. Anni fa questo rigore portò perfino a un mezzo incidente diplomatico con la federazione giovanile rumena. Il portiere, affiancato da Popa, difensore e connazionale in nerazzurro, rifiutò infatti la chiamata con l’Under 18 per concentrarsi su alcuni impegni scolastici. Incidente presto dimenticato, tanto da essere in seguito chiamato per altre partite delle giovanili rumene, ma che illustra appieno il carattere di Radu. Uno che, quando si prefissa un obiettivo, lavora al massimo per ottenerlo senza distrazioni e che, oggi, sogna di riuscire a essere il successore del suo idolo e modello, Samir Handanovic, davanti alla porta interista.

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