Vidal “por la razón o la fuerza”: gli altri cileni nella storia dell’Inter

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21 Settembre 2020, 21:16
Alexis Sanchez e Arturo Vidal Cile Alexis Sanchez e Arturo Vidal Cile
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Dopo un inseguimento iniziato oltre due anni fa, Arturo Vidal è finalmente un giocatore dell’Inter. La colonia cilena coi colori nerazzurri sale così a cinque. Ecco i predecessori di King Arturo.

BAM-BAM – In principio fu Ivan Zamorano, il primo connazionale di Arturo Vidal a vestire la maglia dell’Inter. Era il 1996 e Bam-Bam arrivò dal Real Madrid per 4 miliardi di lire. Quattro stagioni e mezzo in nerazzurro, più che sufficienti per entrare sempiternamente nei cuori dei tifosi di San Siro. Zamorano faceva della grinta e della scaltrezza in area le uniche componenti della sua missione di vita. Anche lui era a suo modo un guerriero, con “por la razón o la fuerza” (motto ufficiale del Cile) stampato nel codice genetico. Non era un attaccante completo, in grado di fare reparto da solo, ma in area non faceva mai prigionieri. Passato alla storia anche per l’iconico numero di maglia 1+8, se ne va dall’Inter dopo 41 gol in 148 presenze: uno di questi è la rete dell’1-0 che apre la finale della Coppa UEFA 1997/98, poi vinta.

PEK – Il secondo giocatore cileno nella storia dell’Inter è un regista di ordine e metodo. Roberto Mancini ha inseguito David Pizarro a lungo, ma lo avrà in nerazzurro solo per una stagione, nel 2005/06. Non un impatto indimenticabile per El Pek in nerazzurro: 40 partite e 3 reti, Milano come tappa di passaggio tra Udine e Roma. Riesce tuttavia a vincere tre trofei: la Supercoppa Italiana 2005, la Coppa Italia 2005/06 e anche lo scudetto, assegnato successivamente allo scandalo di Calciopoli.

MAGOLuis Jimenez è invece, in modo sorprendente, il cileno ad oggi più vincente con la casacca dell’Inter. Arrivato in prestito dalla Ternana quasi per caso nell’estate 2007, sotto la guida di Mancini vivrà un inverno dorato a cavallo tra il 2007 e il 2008. Chiude la prima stagione nerazzurra con 22 presenze, 4 reti e uno scudetto. L’anno successivo arriva José Mourinho, che ben presto pone Jimenez ai margini del suo progetto. Nonostante un altro scudetto e la Supercoppa Italiana 2008, il Mago se ne va dopo solo 8 presenze stagionali.

PITBULL – Ai Mondiali 2014 Gary Medel sorprende tutti per la grinta indefessa con cui protegge l’area della Nazionale cilena. E proprio in quell’estate si trasferisce dal Cardiff all’Inter, per 10 milioni di sterline. Diventa subito un tassello fondamentale della rosa di Walter Mazzarri: un mediano frente a la defensa che randella tutto ciò che passa dalle sue parti, smistando palloni in quantità industriali. Lascia l’Inter per il Besiktas nell’estate 2017, quando Luciano Spalletti richiede un deciso innesto di qualità nel centrocampo nerazzurro. Per Medel 109 presenze con l’Inter e una sola, decisiva, rete, che vale la vittoria contro la Roma nell’ottobre 2015.

NINO MARAVILLA – E infine, l’ultimo calciatore cileno a indossare (tuttora) la maglia nerazzurra è Alexis Sanchez. La prima stagione con l’Inter è un manifesto di incompiutezza, dannatamente legata all’infortunio alla caviglia patito in Nazionale ad ottobre. Il lockdown della primavera 2020 ha consentito di recuperarlo in pieno, garantendo ad Antonio Conte un nuovo importante contributo nel finale di stagione. Proprio insieme a Vidal, El Nino Maravilla ha scritto la storia recente del Cile: la speranza è che si ripetano anche in nerazzurro.



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