Spalletti ha in mente un’Inter, Ausilio “costretto” a deluderlo: il FPF incide

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27 maggio 2018, 19:31
Spalletti Ausilio

Con la vittoria della Champions League da parte del Real Madrid e in attesa dei Mondiali di Russia senza l’Italia, il calcio vive la sua prima fase di stallo dopo una stagione di partite senza tregua: la testa va subito al mercato e l’Inter, tra i sogni di Spalletti e gli obblighi di Ausilio, è già attiva per migliorare la rosa sotto la lente del Fair Play Finanziario

IDEA DI SPALLETTI – Se c’è una cosa che ha insegnato Luciano Spalletti nella sua prima stagione alla guida dell’Inter è che crede fermamente alla filosofia della “squadra che vince non si cambia”. Ciò non significa che non auspica miglioramenti in rosa, ma sicuramente non ama le rivoluzioni. Dopo aver lavorato per un anno sul 4-2-3-1, l’idea è quella di ripartire da qui ottimizzando i ruoli in cui si sono viste alcune lacune: un terzino sinistro bravo in fase difensiva e capace di spingere con intelligenza mista a qualità, un incontrista davanti alla difesa abile nel recuperare palla e nello sviluppare la manovra di gioco sotto pressione, e un’ala destra che sappia segnare con regolarità oltre a mettere precisi cross per i compagni in area di rigore. In poche parole, tradotto: servono tre titolari di livello al posto di Danilo D’Ambrosio, Roberto Gagliardini e Antonio Candreva. Poi chiaro, a Spalletti non dispiacerebbe avere soprattutto un trequartista con caratteristiche specifiche, molto distanti dal numero 10 puro e più vicine al tuttocampista con un buon tiro dalla distanza (al momento il profilo di Radja Nainggolan rappresenta quello del “trequartista spallettiano” ideale, ma il mercato offre anche altri nomi meno pubblicizzati). Per il resto, tutti confermati, compresi i momentanei partenti (per mancato riscatto) Joao Cancelo e Rafinha, oltre ai neo acquisti Stefan de Vrij, Kwadwo Asamoah e Lautaro Martinez, che completano benissimo i reparti al momento cortissimi. Ma non può essere tutto così semplice, purtroppo.

REGOLE DI AUSILIO – Le ambizioni di Spalletti, però, devono scontrarsi con la triste realtà a cui Piero Ausilio è costretto: prima di acquistare bisogna cedere, ma soprattutto cedere facendo plusvalenza. Ecco perché è sia controproducente sia impossibile svendere giocatori già fuori dal progetto-Spalletti come Joao Mario e Gabriel “Gabigol” Barbosa oppure sacrificare l’oggetto misterioso Dalbert – su cui comunque Spalletti ha speso parole positive nel corso della stagione -, mentre è molto più semplice sistemare il bilancio dell’Inter cedendo tre pedine che Spalletti considera abbastanza fondamentali nel suo progetto: Marcelo Brozovic, Ivan Perisic e Mauro Icardi. Ovviamente il duro lavoro che spetterà ad Ausilio nelle prossime settimane sarà dedicato a non deludere Spalletti: i big devono essere blindati e altri inseriti in rosa, mentre è necessario inventarsi più cessioni per raggiungere il “tesoretto” necessario per soddisfare le richieste del Fair Play Finanziario della UEFA. Pertanto, non vanno escluse altre partenze importanti a livello di bilancio: Samir Handanovic, Joao Miranda, Borja Valero, Eder, Andrea Pinamonti e il già citato Candreva sono in questa lista. Diversa la situazione di Andrea Ranocchia (che Spalletti vuole con sé, ma una sua cessione darebbe aria alle casse dell’Inter) e Davide Santon (che dovrebbe essere il primo a partire, ma Ausilio non ha altri nomi da inserire nelle liste Serie A e UEFA nei quattro slot del vivaio giovanile). Inter al bivio: Ausilio lavora, Spalletti aspetta.







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