Spalletti in Champions League ha un problema di rosa a causa del FPF Inter

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29 novembre 2018, 22:44
Spalletti

Le ormai datate sanzioni del Fair Play Finanziario hanno messo l’Inter in una situazione complicata in questa Champions League. Luciano Spalletti infatti ha solo quattro centrocampisti da poter utilizzare.

SANZIONI SOTTOVALUTATE – Le sanzioni del Fair Play Finanziario stanno colpendo l’Inter nel loro aspetto più sottovalutato. Va bene le spese limitate, va bene i conti sotto costante e attenta osservazione, cose a cui la proprietà ha cercato di mettere una pezza. Più pesante di tutto però, alla fine, si stanno rivelando le limitazioni nella Lista UEFA.

SCELTE OBBLIGATE – L’Inter nel comporre la lista dei giocatori schierabili in Champions League si è trovata a dover giocare con somme e sottrazioni, valutando le varie cifre di acquisto dei giocatori. Pareggiando il bilancio. Una sanzione strana, sembrata da sempre abbastanza assurda e cervellotica. Che nei fatti a portato a scelte precise. Obbligate. Fuori dalla coppa sono rimasti in particolare Roberto Gagliardini e Joao Mario. Magari i nomi non dicono molto, ma nei fatti per l’appunto la cosa si sta rivelando problematica.

CENTROCAMPO AL MINIMO – La conseguenza diretta di queste scelte è che Luciano Spalletti in mezzo al campo ha quattro giocatori da gestire nelle sue notti europee invece che sei: Marcelo Brozovic, Matias Vecino, Radja Nainggolan e Borja Valero. Una evidente limitazione numerica visto che parliamo di tre ruoli da coprire. In sostanza a disposizione del tecnico ci sono i titolari del suo 4-2-3-1 o 4-3-3 e un cambio. Una situazione ovviamente aggravata dalle contingenze: il belga, centrale nel progetto del tecnico, non è mai riuscito a trovare continuità a causa degli infortuni e fisicamente non è mai riuscito a dare il massimo. Tutto già evidenziato nella sfida col Barcellona, ma confermato con fragore dalla trasferta di Londra.

SITUAZIONE PROBLEMATICA – L’Inter quindi soffre, soffre molto. La mancanza di alternative costringe Spalletti a spremere i disponibili, senza poterli sostituire nemmeno a gara in corso. I giocatori sono destinati a subire un accumulo di fatica fisica e mentale difficile da gestire. E sanno che in caso di infortuni o squalifiche la squadra si troverebbe in totale emergenza. Un problema in più, di cui di sicuro il tecnico avrebbe fatto a meno.

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