Spalletti ancora sotto contratto con l’Inter: se salta Conte, cosa succede?

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26 Novembre 2020, 11:24
Spalletti Spalletti
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Spalletti in versione disoccupato ma stipendiato dall’Inter continua a essere un’immagine romantica. Che va oltre il calcio. Intorno ad Appiano Gentile cova il desiderio di cambiare qualcosa. Mediaticamente torna di moda l’ombra di Allegri, ma in caso di addio di Conte non è auspicabile un altro passo falso di Suning

DIVERGENZE – La (doppia) sconfitta in Champions League contro il Real Madrid farà parlare ancora a lungo. Almeno fin quando l’Inter non saprà se e in che competizione europea giocherà a inizio 2021. Perché oggi bisogna aspettarsi anche il quarto posto nel Gruppo B. Altro che “paracadute” Europa League, continuando così. I numeri permettono di sognare perfino il passaggio del turno agli ottavi di finale, figuriamoci. Per questo tipo di approfondimento meglio aspettare. Oggi, però, il focus si è spostato (nuovamente) sulla panchina. Succede praticamente sempre dopo una sconfitta, ancor di più se pesante. C’è il serio rischio che le strade di Antonio Conte e l’Inter si dividano? Proviamo a rispondere a questa provocazione. Ricordando che oggi in casa nerazzurra si ragiona solo a breve termine, fino al 30 giugno 2021. Non c’è un vero progetto in ballo, per ora.

CONTE – Come già sottolineato in data 15 novembre (vedi editoriale), Conte vive dello status di “inesonerabile” per via del suo ricchissimo contratto pluriennale, che fa scopa con la crisi economica post-Coronavirus. L’Inter oggi deve rientrare da debiti che coinvolgono pesantemente anche il monte ingaggi. Ecco perché, pur trattandosi di un matrimonio “obbligato”, oggi non ci sono i margini per separarsi. Significa niente esonero né dimissioni. Solo un licenziamento per giusta causa potrebbe porre fine anzitempo al rapporto Conte-Inter. Ipotesi non percorribile per ovvi motivi.

ALLEGRI – Tornando ancora più indietro, in data 10 novembre (vedi editoriale) si è affrontato in maniera esaustiva l’ipotesi Massimiliano Allegri nerazzurro. Un’opzione oggi fuori budget, sebbene Beppe Marotta ci metterebbe la firma in bianco. Per quanto l’attuale rosa dell’Inter possa soddisfare le idee di Allegri, parlarne come “paracadute” a metà stagione o addirittura “traghettatore” è troppo. Dovrebbe succedere l’imponderabile affinché la proprietà Suning metta nuovamente mano al portafogli alla voce “ingaggio allenatore”. Giustamente. Treno perso, per ora.

SPALLETTI – Ecco perché, facendo 2+2, il climax è servito. Il nome già a disposizione è quello di Luciano Spalletti, ancora sotto contratto fino al 30 giugno 2021. Attenzione, non è una notizia di calciomercato et similia. Né uno scenario che vedrà la luce. La premessa resta l’impossibilità per Conte e l’Inter di dividersi. Come deciso insieme il 25 agosto a “Villa Bellini”. La questione è prettamente economica. Ma se dovesse succedere quello che crediamo non essere possibile per nessuna ragione, probabilmente in caso di risultati negativi da qui a Natale, il ritorno di Spalletti deve essere nell’ordine delle cose da fare. Perché Suning sta pagando a vuoto un allenatore, che oggi probabilmente farebbe del suo meglio. Con una rosa più forte dell’ultima allenata. E soprattutto con uno spogliatoio più tranquillo. Il ritorno di Spalletti sulla panchina dell’Inter sarebbe gravissimo dal punto di vista progettuale, ma oggi in casa Suning la priorità è il lato finanziario anziché quello sportivo. Bisogna rimettere ordine con Conte. C’è poco da stare Allegri, ma pure Spalletti.



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