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Sono passati quindici anni da quel maledetto 4 settembre 2006

Il 4 settembre 2006 è lontano quindici anni, ormai. Questione solo ed esclusivamente temporale, perché la data odierna non è un semplice “anniversario” da ricordare. Soprattutto per chi è interista, parola che non significa solo “tifare Inter”. Grazie a Giacinto Facchetti questa parola è diventata un concetto da dover trasmettere alle nuove generazioni

CIAO, CIPE – Il termine “maledetto” per la Treccani assume diversi significati. Tra questi, “di cosa che sembra recare in sé danni e dolori e pare trasmetterli ad altri”. Un giorno può essere maledetto, un evento specifico anche. Il 4 settembre 2006 è un giorno che si fatica a dimenticare. Se si è interisti, poi, è assolutamente impossibile farlo. Chiunque ricorderà dov’era, cosa stava facendo, come e con chi, mentre ascoltava/leggeva la notizia: Giacinto Facchetti ci ha lasciato. Sono passati quindici anni da quel giorno. Da quel pomeriggio. Per molto tempo la foto di Giacinto è rimasta in homepage sul sito dell’Inter. Il “suo” numero 3 subito ritirato. Alcune delle citazioni firmate Facchetti ancora oggi danno titoli ai più romantici. Un romanticismo calcistico che oggi non esiste più. Ma il tifoso interista non dimentica la sua bandiera. Il suo simbolo. Sono passati 15 anni da quel maledetto 4 settembre 2006 e Giacinto Facchetti resta l’unico vero motivo di orgoglio nel sentirsi “interisti”. Gli dobbiamo tutto, gli dovremmo riconoscere anche di più.

Manchi a tutti noi. Ciao, Cipe. E grazie.

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