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Serie A – I promossi e i rimandati della quattordicesima giornata

Serie A 2020-21, si è chiusa la quattordicesima giornata di campionato, l’ultima del 2020 prima di Natale (QUI risultati e classifica). Di seguito i promossi e i rimandati di questa giornata.

Il 2020 della Serie A va in archivio con la quattordicesima giornata di campionato, l’ultima dell’anno solare. Continua la corsa in vetta alla classifica delle milanesi: il Milan batte all’ultimo respiro la Lazio e si conferma in vetta, ma l’Inter non molla conquistando la settima vittoria consecutiva sul non facile campo del Verona. Roma e Sassuolo approfittano del crollo della Juventus, staccandosi dai bianconeri. Continua il momento non brillante del Napoli, che evita in pieno recupero il KO col Torino. Nei piani bassi della classifica spicca la clamorosa vittoria della Fiorentina in casa della Juventus, sorridono anche Crotone e il Genoa che bagna con i tre punti il nuovo ritorno di Davide Ballardini. Di seguito i promossi e i rimandati di questo turno di Serie A.

SERIE A, QUATTORDICESIMA GIORNATA: I PROMOSSI

FIORENTINA – Tra i promossi di giornata non si può non mettere la Fiorentina di Cesare Prandelli. La prima vittoria in Serie A dal ritorno dell’ex CT della Nazionale arriva forse nella partita più inattesa, contro la rivale più grande. I gigliati travolgono all’Allianz Stadium una Juventus troppo brutta per essere vera cogliendo tre punti sicuramente importanti per la classifica, ma soprattutto enormi per l’autostima e il morale di una squadra che sembrava essere davvero in crisi di identità.

GENOA – Buona la quarta per Ballardini. Il terzo ritorno del tecnico ravennate sulla panchina del Genoa inizia infatti con una vittoria non banale e non scontata in casa del temibile Spezia, nel derby ligure. Una vittoria che servirà sicuramente a riportare un po’ il sereno in casa rossoblù. La classifica è ancora preoccupante, ma quantomeno sembra sia stata posata la prima pietra della ricostruzione.

LE MILANESI – Impossibile fare una scelta, è doveroso promuoverle entrambe. L’Inter per aver colto la settima vittoria consecutiva espugnando il non facile campo del Verona con una prestazione di agonismo, grinta e anche rabbia agonistica nel ritrovare subito il vantaggio dopo il pari regalato da una disattenzione di Samir Handanovic, il Milan per aver battuto la Lazio con l’ennesimo gol nel recupero dimostrando la solita autostima che lo rende più forte anche delle numerose assenze. Il 2020 si chiude all’insegna delle milanesi che danno l’aria di potersi contendere lo scudetto fino alla fine. Tutti parlano di un’Inter grande favorita, ma anche il Milan può arrivare fino alla fine.

SERIE A, QUATTORDICESIMA GIORNATA: I RIMANDATI

JUVENTUS – Dietro la lavagna a ridosso di Natale ci finisce la Juventus. Sono stati giorni tremendi per i bianconeri, prima le imbarazzanti indiscrezioni sugli interrogatori di Luis Suarez, poi la cancellazione del 3-0 a tavolino contro il Napoli e infine lo 0-3 sul campo subito dalla Fiorentina. Il risultato è che i bianconeri, da agganciati al treno scudetto, si ritrovano improvvisamente a dieci punti dalla vetta. Servirà una reazione, ma Andrea Pirlo sarà in grado di stimolarla in un gruppo che sembra aver smarrito i suoi punti di riferimento?

NAPOLI – Il momento non brillante del Napoli di Gennaro Gattuso continua anche in questo turno in cui gli azzurri non vanno oltre un pareggio casalingo, in rimonta, contro il Torino. I partenopei sembrano essere rimasti fermi mentalmente alla sfida contro l’Inter: hanno messo assieme la miseria di un punto nelle ultime tre partite. Troppo presto per dire di aver perso definitivamente il treno scudetto, ma il solco comincia a diventare importante.

LAZIO – Più che la Lazio bisognerebbe mettere dietro la lavagna il suo tecnico Simone Inzaghi. La serata del Meazza è stata travagliata per i capitolini, prima sotto 2-0 dopo nemmeno venti minuti, poi capaci di riprendere la partita in mano, pareggiarla, rischiare di vincerla per poi subire il ritorno del Milan e perderla grazie, in buona parte, ai cambi del tecnico che definire “suicidi” sarebbe probabilmente un eufemismo. Aver dato un’ora a Vedat Muriqi, e aver tolto Ciro Immobile e Sergej Milinkovic-Savic (per quanto stanchi) con la partita in mano è un delitto. Tra i complimenti fatti alla Lazio in questi anni spicca il riconoscimento della capacità di squadra e tecnico di affrontare le partite “importanti”. Ieri la squadra lo ha sostanzialmente confermato, il tecnico no.

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