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Sensi, la storia dei suoi infortuni parla chiaro: il trend di questa stagione

Stefano Sensi non è ancora tornato una riserva affidabile per l’Inter. Conte non può ancora contare sul regista 25enne per periodi di partita troppo lunghi. Ma non la sua storia “clinica” parla chiaro.

DOLOREStefano Sensi non è mai stato troppo fortunato con gli infortuni. Quest’anno ha già saltato un mese di stagione, rinunciando a sei partite con l’Inter per il riacutizzarsi di un problema muscolare. E per questo motivo Antonio Conte non vuole forzarne il rientro, come si evince dalle sue parole in conferenza stampa prima di Inter-Bologna. Nella testa del tecnico (e dei tifosi, oltre che del giocatore stesso) è ancora impressa la tremenda annata 2019/20 del numero 12. Che, dopo un avvio sfolgorante culminato in una prestazione magistrale al Camp Nou contro il Barcellona, ha iniziato un travaglio dal quale deve ancora uscire. Nella scorsa stagione, la prima all’Inter, Sensi si ferma ai box per 168 giorni, saltando la bellezza di 29 partite. Un annus horribilis, proprio quando sembrava vicino a fare il salto di qualità definitivo.

STORIA – Tuttavia, non si può dire che l’Inter fosse ignara dell’amara tendenza di Sensi agli infortuni di natura muscolare. Già nella stagione 2016/17 (la prima col Sassuolo e in A) salta 15 gare fermandosi per 75 giorni per un infortunio al bicipite femorale. L’anno successivo salta prima 6 gare per una lesione al polpaccio, poi altre quattro per problemi agli adduttori. La stagione più fortunata è l’ultima a Reggio Emilia (2018/19), dove rimane fermo a malapena due settimane per una frattura alla mano. Nonostante tutto ciò, in estate l’Inter ha esercitato l’opzione di riscatto per Sensi, sborsando 20 milioni di euro al Sassuolo. Il club nerazzurro crede ancora nel giovane regista, e le maggiori alternative a centrocampo consentono di attenderne con maggiore pazienza il rientro.

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