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Sensi risorsa solo se schierato dove e quando serve: la nuova Inter ha altre priorità

Sensi è chiamato a una stagione di riscatto dopo l’ultima da dimenticare per i tanti forfait. Causa emergenza, il centrocampista italiano ha debuttato dal 1′ in una posizione che non sembra essere cucita addosso alle sue caratteristiche, ma Inzaghi sa in che modo renderlo risorsa multiruolo della sua Inter. Adesso lo sforzo maggiore tocca al talentuoso n.12 nerazzurro

NON BUONA LA PRIMA – La prestazione sottotono di Stefano Sensi in Inter-Genoa (vedi pagelle) non deve preoccupare. Ma può aprire un dibattito sul ruolo e sull’utilizzo del numero 12 nerazzurro. Il centrocampista classe ’95, schierato trequartista nel 3-5-1-1 di Simone Inzaghi, non ha inciso come ci si sarebbe aspettato. Al di là del ritardo di condizione e della scarsa lucidità nella giocata, anche dettata da un po’ di paura di contrastare gli avversari, Sensi dietro l’unica punta non è nel suo habitat naturale. Paradossalmente, le migliori cose le ha fatte giocando più arretrato e defilato. E di certo l’Inter non può permettersi nuovamente di rinunciare alla seconda punta (Lautaro Martinez era indisponibile, ndr) per fare spazio a Sensi-trequartista. L’utilità di Sensi in questa stagione potrà vedersi da mezzala sinistra, sebbene non sia il vero alter ego di Hakan Calhanoglu, che garantisce ben altre prestazioni in quel ruolo. E non serve spiegarle, visto il debutto a San Siro…

Da Conte a Inzaghi: cambia la mezzala per l’Inter

NUOVA TRASFORMAZIONE – La mezzala nell’idea di gioco di Inzaghi fa un lavoro un po’ diverso da quello impostato da Antonio Conte nell’ultimo biennio. Motivo per cui il miglior Sensi, visto con Conte prima di una lunga serie di stop per infortunio, non potrà ripetersi con Inzaghi senza prima rivoluzionarsi. Un processo non impossibile ma difficile se non si sforza a livello di ritmo e concretezza. Con più libertà rispetto alle consegne di Conte, ma anche con più responsabilità per l’equilibrio dell’intero reparto. Sensi non può non sacrificarsi in fase di ripiego, come già fatto capire a Calhanoglu. I continui cambi di posizione e le rotazioni no-stop nel reparto mediano obbligano i centrocampisti a tenere altissima l’asticella della concentrazione. Non più sull’uomo – avversario diretto – ma sulla palla, con cui tentare di dominare il gioco. La mezzala perlopiù statica di “sola qualità” non esiste più adesso: per restare nel vivo del gioco bisogna agire, non nascondersi. Ritrovata la migliore condizione atletico-fisica, Sensi potrà dire la sua in mezzo al campo.

Sensi può riprendersi l’Inter ma da concreta riserva

RISORSA PER INZAGHI – Sensi in questa stagione, ammesso non ci siano clamorosi ribaltoni di mercato nel giro di una settimana, avrà il suo spazio. E giocherà quando serve, da mezzala o trequartista. Ma solo se entra nell’idea inzaghiana di approcciare al ruolo. Altrimenti rischia di vedere meno il campo a causa della forte concorrenza. E di essere arretrato davanti alla difesa, come alternativa a Marcelo Brozovic (che non ha backup in rosa), per iniziare la manovra risparmiandosi un po’ a livello di chilometraggio. Da perno del centrocampo a tre non possono mancare i tackle, però. Sensi diventerà una risorsa per la nuova Inter di Inzaghi solo quando capirà che il suo potenziale può aggiungere qualcosa in più al centrocampo nerazzurro. Più lontano dalla porta, più vicino alla manovra. Al momento, comunque, le priorità sono altre: nel 3-5-2 titolare non può esserci spazio per lui, oggi. Ma nemmeno nel 3-5-1-1 ideale, quello post-mercato. Di certo dalla panchina può essere una risorsa molto importante, quest’anno.

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