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Se il possesso palla adesso conta più del risultato (aveva ragione Mazzarri)

Le polemiche dopo Inter-Sassuolo non si sono ancora placate ma l’impressione è che potranno continuare inutilmente fino a fine stagione. Non interessano davvero a nessun calciofilo capace di analizzare le partite senza prescindere dalle statistiche. E rivalutano il Mazzarri-pensiero sul calcio fatto di dettagli (bizzarri)

REGOLE MAZZARRIANE – Uno dei più grandi filosofi moderni del calcio è senza dubbi Walter Mazzarri, attualmente allenatore – ingiustamente – senza panchina dopo l’esonero per mano del Torino. E il termine “ingiustamente” non è banale. È un’opinione, come tante altre. In Serie A non ci sono tanti allenatori superiori a Mazzarri, eppure ci sono venti colleghi che allenano mentre il tecnico di San Vincenzo (LI) sta a casa. Ma non è questo il momento di parlare dell’ex tecnico dell’Inter, che anche in nerazzurro ha regalato tante perle. Su tutte quella, tra il serio e il faceto, secondo cui «bisognerebbe cambiare un po’ le regole: (se) ogni tot angoli battuto fosse assegnato un gol. E ogni tanti pali…». Parole e musica di Mazzarri. Un filosofo del calcio che piace a noi.

VALORI RIBALTATI – Se una roba simile esce dalla bocca di Mazzarri – soprattutto se da allenatore dell’Inter -, apriti cielo. Ma se l’avesse detta qualcun altro? Un altro allenatore, magari più simpatico. Un giornalista, magari influente. Chissà. Oggi, partendo dall’esaltazione di Roberto De Zerbi e dalla critica velata ad Antonio Conte (vedi focus), in un noto studio televisivo è stato posto un quesito: «I tifosi dell’Inter preferiscono arrivare ancora secondi giocando bene oppure vincere lo scudetto giocando come ora?». Una domanda che non merita risposta. Come non merita considerazione ogni discorso fatto sulla bellezza del possesso palla all’interno di una partita poi persa. Il 70% che porta a un gol contro il 30% che ne porta due. Fa già ridere così.

CALCIO MEDIATICO – Da anni si parla dell’importanza di giocare bene per dominare e vincere le partite, soprattutto in Europa. Una boiata tutta italiana e ancor di più mediatica. Non vince automaticamente chi gioca bene ma chi gioca meglio dell’avversario. Bene non sempre significa meglio. E viceversa. Ma a quanto pare, oggi, vincere non è più di moda. L’unica cosa che conta è perdere, ma facendo possesso palla. Il risultato è un dettaglio secondario. E allora iniziamo a contare un gol “ogni tot angoli e ogni tanti pali” come suggerito da Mazzarri, forse ci divertiremo di più visto che il possesso palla sterile alla lunga non basta a smuovere il risultato. Né a vincere.

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