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Uno scugnizzo a Milano? I pro e i contro di Insigne all’Inter

Insigne è il nome nuovo sulla lista dei dirigenti dell’Inter. Marotta e Ausilio stanno lavorando per abbassare le pretese di De Laurentiis. Ma Insigne è adatto al gioco di Inzaghi?

NUOVA IDEA − Si allunga la lista di nomi per sostituire Romelu Lukaku all’Inter. Dopo aver preso Edin Dzeko, i nerazzurri stanno sondando diverse piste per regalare a Simone Inzaghi un’altra punta. Ai vari Joaquin Correa e Duvan Zapata, si è aggiunto − nelle ultime ore − il nome di Lorenzo Insigne. Il capitano del Napoli ha un contratto in scadenza il prossimo 30 giugno 2022 e, al momento, sembra esserci un’evidente distanza tra giocatore e club sul possibile rinnovo. Il fresco campione d’Europa, il cui ingaggio è pari a 4,6 milioni di euro (fonte Calcio e Finanza), potrebbe vederlo lievitare fino a 6 milioni. Il costo del cartellino si aggira intorno ai 30 milioni di euro, cifra che l’Inter sta cercando di abbassare con l’inserimento di una contropartita. Alexis Sanchez, il cui ingaggio di sette milioni cozza con le casse partenopee, oppure Matias Vecino che piace tanto a Luciano Spalletti. Tralasciando la parte specificamente economica, tecnicamente, Insigne serve all’Inter?

PRO − L’eventuale arrivo di Insigne a Milano permetterebbe all’Inter di aumentare il proprio bagaglio tecnico in attacco. Lo scugnizzo azzurro è un giocatore tecnicamente indiscutibile: brevilineo, rapido, destro educatissimo e ottimo tiratore di calci piazzati. In maglia partenopea, ha messo a referto 109 reti e 85 assist in 397 partite disputate (19 nell’ultima annata in Serie A). La maggior parte di questi, di pregevole fattura. A 30 anni compiuti lo scorso 4 giugno e con un titolo di campione d’Europa in bacheca, il numero 24 azzurro potrebbe dare a Inzaghi un ulteriore carica di esperienza in attacco. In caso di partenza da Napoli e arrivo a Milano, si tratterebbe per il giocatore della prima esperienza fuori dalle mura amiche del “Maradona” (a parte il Pescara in Serie B). Sicuramente un’opportunità per mister “Tir a gir“.

CONTRO − Oltre ai soliti pro, ci sono (giustamente) anche i contro. Se da un lato, tecnicamente Insigne non si può discutere, dall’altro invece, in termini di posizione in campo e modulo, si può certamente recriminare qualcosa. Il capitano del Napoli è, infatti, un esterno di attacco, che ama gioca prettamente sulla corsia di sinistra per rientrare con il suo piede preferito. Numeri alla mano, infatti, si può notare come dei 168 gol fatti complessivamente in carriera, 131 li ha realizzati come esterno d’attacco; mentre soltanto 17 da seconda punta. Si sottolinea proprio seconda punta, poiché sarebbe il ruolo più congeniale se lo scugnizzo arrivasse alla corte di Inzaghi all’Inter. Nel 3-5-2, infatti, il campione d’Europa dovrebbe fare coppia con uno tra Lautaro Martinez o Edin Dzeko, accentrando completamente il suo raggio d’azione abituale. Inoltre, un attacco Lautaro-Insigne sarebbe, al contempo, troppo “leggero” soprattutto in campo internazionale e alla lunga potrebbe fare fatica contro le arcigne e “grosse” difese avversarie. La soluzione potrebbe essere il 3-4-3 con Insigne largo a sinistra ma con un centrocampista in meno e un Lautaro largo a destra; oppure un 3-4-2-1 con Insigne e Lautaro dietro l’unica punta Dzeko. Difficile ipotizzare qualcosa di simile, anche se negli anni alla Lazio Inzaghi è stato capace di valorizzare i suoi giocatori e di attuare delle metamorfosi al proprio modulo di fiducia.

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