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Sanchez torna titolare in Brasile-Cile, ma dura solo quarantacinque minuti

Alexis Sanchez è tornato titolare in Brasile-Cile e prima di uscire per infortunio ha fornito una prova di qualità, pur limitato nel fisico.

TENTATIVO FALLITO – La notizia di Brasile-Cile era la titolarità di Alexis Sanchez. Il cileno, per l’occasione col numero 10, ha provato la via del recupero rapido dopo l’infortunio subito nella prima fase. Per puntare all’impresa e regalare alla sua nazionale la speranza di vincere un’altra Copa America. Obiettivo fallito. Doppiamente pure. Il Cile infatti ha perso e soprattutto il giocatore è stato costretto ad uscire dopo appena un tempo. Per un nuovo infortunio.

QUALITÀ LIMITATA – Sanchez, come detto, ha forzato per essere in campo. E a vederlo giocare era evidente gli mancasse qualcosa. Nella corsa, soprattutto nello spunto, nell’uno contro uno. Vale a dire il suo principale punto di forza. Quest è la sua heatmap presa da Sofascore:

Il numero 10 ci ha provato davvero. Ha giocato, non si è risparmiato, ha dato qualità. In 45 minuti i suoi tocchi sono 31. È stato un riferimento per la fase offensiva, si è fatto vedere venendo spesso incontro ai centrocampisti per cucire il gioco e cercare sbocchi. Non disdegnando giocate verticali per i tagli dei compagni. Una prova di grande personalità. Un solo dribbling tentato e 10 palle perse sono i dati che fanno capire invece le sue difficoltà fisiche. Sanchez ancora una volta ha dato tutto per la sua nazionale. E ancora una volta ne ha pagato il prezzo.

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