Sanchez non è il primo: dalle Ande a Milano, tutti i cileni dell’Inter

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2 Settembre 2019, 12:17
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Alexis Sanchez, neo-attaccante alla corte interista di Antonio Conte, è il quinto calciatore proveniente dal Cile a vestire la maglia nerazzurra. Ecco chi furono i suoi predecessori, in ordine non strettamente cronologico.

EL PEK – Nell’estate 2005, dopo essere diventato il metronomo del centrocampo dell’Udinese sotto la guida di Luciano Spalletti, David Pizarro viene acquistato dall’Inter. Fortemente voluto da Roberto Mancini per aggiungere qualità ad una mediana già composta da Emre Belozoglu, Juan Sebastian Veron, Esteban Cambiasso, Dejan Stankovic e Giorgios Karagounis, El Pek non lascerà un segno propriamente memorabile nei ricordi dei tifosi. Dopo 3 reti in 40 gare e un Triplete italiano, Pizarro passerà alla Roma, dove ritroverà il suo mentore, Spalletti. All’ombra del Colosseo vincerà un altro paio di Coppe Italia, prima di passare al Manchester City nel gennaio 2012: nei Citizens allenati proprio da Mancini, il cileno vincerà anche una Premier League.

Presenze: 40
Reti: 3
Titoli: 1 scudetto (2005/06), 1 Coppa Italia (2005/06), 1 Supercoppa Italiana (2005)

METEORA – Impostosi come uno dei talenti più interessanti della Serie B con la maglia della Ternana, il trequartista del Cile Luis Jiménez entra nella rosa dell’Inter fresca di scudetto record (2006/07, 97 punti finali). Partito come riserva, da dicembre inizia a ritagliarsi sempre più spazio: tra il 27 novembre (primo gol in Champions, e in nerazzurro) e il 9 dicembre, l’ex rossoverde segna 3 dei suoi 4 gol in nerazzurro, grazie anche all’ottimo feeling con Cruz, e soprattutto, Zlatan Ibrahimovic (splendida la triangolazione per l’1-0 del cileno contro la Fiorentina). L’anno successivo non trova molti minuti nella prima Inter di José Mourinho (appena 8 presenze in tutta la stagione): complici alcuni acciacchi e anche lo scarso apprezzamento da parte dello Special One, inizia a percorrere una rotta di prestiti che lo porteranno a stabilizzarsi tra Emirati Arabi e Qatar.

Presenze: 30
Reti: 4
Titoli: 2 scudetti (2007/08, 2008/09), 1 Supercoppa Italiana (2008)

EL PITBULL – Nella Roja che eliminò i campioni in carica della Spagna ai gironi e arrivò ad una traversa di Mauricio Pinilla (solo di passaggio all’Inter, ma subito ceduto in prestito prima al ChievoVerona e poi al Celta Vigo prima di cederlo definitivamente allo Sporting Clube de Portugal) dal fare fuori anche i padroni di casa del Brasile, Gary Medel è sicuramente uno degli elementi salito maggiormente alla ribalta durante i Mondiali 2014. Un fisico compatto e roccioso, unito ad un DNA composto al 99% di garra, gli sono valsi fin da giovanissimo il soprannome di Pitbull: memorabile il suo esordio a San Siro nel 7-0 rifilato al Sassuolo il 14 settembre 2014, quando ogni sua scivolata volta a sradicare – letteralmente – il pallone dai piedi avversari veniva salutata dal pubblico come se fosse un gol. Nei suoi 3 anni nerazzurri si è fatto sempre apprezzare per la sua totale abnegazione, ma alla lunga le sue lacune tecniche hanno portato la dirigenza a puntare su altri profili, dando via libera all’ex capitano del Cile per la cessione al Beşiktaş. Oggi è tornato in Italia, al Bologna.

Presenze: 109
Reti: 1
Titoli:

BAM BAM – Veniamo infine al cileno più amato della storia nerazzurra, e che difficilmente potrà essere insidiato da altri suoi connazionali nel cuore dei tifosi dell’Inter: Iván Luis Zamorano Zamora. Bam Bam arriva all’Inter nell’estate 1996 con un curriculum inoppugnabile: 215 reti da professionista con le maglie di Cobresal, Trasandino, San Gallo, Siviglia, Real Madrid e, ovviamente, Cile. In nerazzurro la sua media realizzativa si sposta su livelli più bassi (41 reti in 5 anni), ma alcune di queste reti sono rimaste impresse per sempre nella memoria del tifo interista. In particolare, due, entrambe nel 1997/98: il colpo di tacco per l’1-0 contro il Napoli; il tocco rapace con cui porta in vantaggio la squadra di Gigi Simoni nella finale parigina della Coppa Uefa, vinta contro la Lazio. Entrambe queste partite sono state poi chiuse da Ronaldo, a cui Zamorano avrebbe ceduto l’amato 9 l’anno successivo, trovando un altro modo per rendere indelebile il suo ricordo: il centravanti del Cile scelse il numero 18, aggiungendo però un piccolo segno di addizione tra i due numeri, così da ottenere 9. Un caso che l’Inter abbia scelto proprio la sua gigantografia per le prime foto di Alexis Sanchez in nerazzurro?

Presenze: 149
Reti: 41
Titoli: 1 Coppa Uefa (1997/98)




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