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Proprietà e Lukaku una storia non da Inter. Adesso conta solo stringersi

Lukaku parte in direzione Londra, con destinazione Chelsea. Adesso, conta solo l’Inter e stringersi insieme attorno a Inzaghi e alla squadra

SOLO UNA COSA − A tre anni esatti dal suo arrivo a Milano, Romelu Lukaku ha fatto nuovamente il percorso inverso. Questa volta non sono bastati solo (si fa per dire) 85 milioni di euro, bensì 115, una cifra mai vista da un club italiano in ottica cessione singola. Le colpe su questa debacle possono essere equamente divise tra proprietà e calciatore, i quali non hanno certamente fatto i salti mortali per resistere all’offensiva del Chelsea. Una storia iniziata benissimo e finita nell’esatto contrario, in cui a farne le spese sono tifosi e squadra. Ecco, che adesso, in quel di Milano sponda nerazzurra conta soltanto una cosa: stringersi intorno alla squadra ed evitare mugugni ad ogni eventuale passaggio sbagliato o passo falso. La rabbia contro la proprietà non deve trasformarsi in frustrazione nei confronti di una rosa e un allenatore nuovi, la cui intenzione sarà quella di fare il bene dell’Inter.

INSIEME − Ciò che sarà del percorso nerazzurro, lo si valuterà in maniera coerente e critica soltanto a fine stagione. Per il nuovo tecnico Simone Inzaghi c’è, infatti, una squadra da ricomporre con la perdita di quei pezzi fondamentali per la vittoria del puzzle finale, chiamato titolo 2020/21. Il suo compito non sarà certamente facile poiché oltre a guai esterni, in questo prime mese e mezzo nerazzurro, il mister piacentino ha dovuto fare i conti anche con ostacoli interni e con promesse non mantenute. Il tifoso di San Siro esigente e impaziente dovrà riflettere su questi ragionamenti, senza fischiare alle prime due partite non vinte o al gol sbagliato di un giocatore. L’augurio e la speranza è che la squadra ingrani il prima possibile (cosa non scontata) e che San Siro capisca e si stringa (come nelle grandi notte) intorno ad essa. I conti e i bilanci saranno fatti a fine stagione. Dal 21 agosto al 22 maggio, contestazioni e mugugni devono lasciare spazio all’amore e alla fede nerazzurra.

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