Politano cammina sulle acque dell’Inter di Conte. Paradossale cambio di marcia

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24 Settembre 2019, 17:23
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Politano è uno dei calciatori più in forma della nuova Inter di Conte. E pian piano sta facendo ricredere tutti suoi detrattori dopo mesi trascorsi a invocarne la cessione al termine della prima stagione nerazzurra. Una situazione paradossale

CRITICHE ECCESSIVE – Quando in estate era finito sui grandi giornali come probabile partente, ha preferito mantenere il silenzio. Matteo Politano è un calciatore taciturno, uno di quei talenti creativi in grado di preparare la giocata senza troppo fumo né spezie varie, badando piuttosto che il cibo non prenda fuoco nel forno ben caldo. La sua esperienza in nerazzurro è caratterizzata da critiche ridondanti, spesso convertite in applausi e stupore di fronte all’evidenza delle sue qualità. Politano ha smesso di essere un ragazzino anarchico nel momento in cui si è avvicinato alla porta, sentendo il peso della responsabilità offensiva sulle sue spalle già con la maglia neroverde del Sassuolo. L’approdo all’Inter lo ha riempito di gioia, anche se non ha mai trovato il tempo né il coraggio di manifestarlo a squarciagola per paura di venire frainteso.

LAVORO SPORCO – Un timore diventato inspiegabilmente concreto nel momento in cui il mercato del’Inter viaggiava sui binari dell’euforia e il tifoso medio aveva finito per dimenticarsi di chi, fino a un paio di mesi fa, solcava entrambe le fasce nella speranza di raccogliere i frutti delle proprie sgroppate. Politano è stato l’anima di un’Inter a tratti scalcinata, soprattutto nel momento in cui numerosi agenti esogeni puntavano a rosicchiarne le fondamenta. Innumerevoli i cross dal fondo e i tiri a giro dopo i ripetuti dribbling verso il campo. Encomiabili i rientri da bandierina a bandierina per coprire la sovrapposizione lanciata del terzino di turno.

PRIMO ANNO – Il bottino, a fine stagione scorsa, recitava 5 gol e 7 assist in Serie A, seminati lungo le 36 presenze totali. Il down di rendimento di Antonio Candreva e la mancanza di alternative concrete sull’esterno hanno lanciato Politano come titolare inamovibile, probabilmente logorandone l’esplosività nel breve periodo. Luciano Spalletti si era spesso lamentato, soprattutto in avvio di stagione, della mancanza di reattività fisica di un esterno, quello classe ’93 scuola Roma, che faceva del proprio spunto bruciante una peculiarità immediatamente riconoscibile. Fino all’inizio dell’esperienza nerazzurra, che sembrava averne detronizzato la capacità di spostare il pallone in una frazione di secondo.

MESSO ALLA PORTA – Lo scorrere dell’annata e il sopraggiungere di problematiche ben più ingenti del rendimento altalenante di Politano, che è comunque riuscito a concludere la stagione in crescendo con un gol e due assist nelle ultime cinque partite, hanno coperto parzialmente le sue lacune. Ma la rivoluzione estiva di Antonio Conte, e la conseguente rinuncia a un modulo con vere e proprie ali offensive, hanno spinto Politano ogni giorno più distante dalla Pinetina, alla ricerca di un contesto tattico più calzante e decisamente meno pretenzioso.

INVERSIONE DI TENDENZA – Il riscatto per una cifra considerevole, all’alba della finestra di mercato estiva, sembrava inizialmente una garanzia in ottica permanenza alla corte del tecnico salentino. Ma gli arrivi di Romelu Lukaku e Alexis Sanchez in serie, oltre alla speranza mai del tutto sepolta di arrivare a Edin Dzeko, rischiavano di far scivolare l’ex Sassuolo nel limbo degli esuberi. Forse proprio il mancato arrivo di un vice Lukaku ha spinto Conte a valutare Politano come partner intrigante del belga. Questo pensiero è sfociato in opzione concreta alla luce degli spezzoni concessi a Politano stesso, che ha costantemente messo in mostra quell’esplosività e reattività che dodici mesi prima gli venivano ironicamente contestate. Merito di una preparazione diversa? Difficile dirlo. Fatto sta che l’esterno numero 16 è riuscito serenamente a scrollarsi di dosso quella coltre d’ingratitudine che ne aveva coperto spalle e capo negli ultimi tre mesi.

SPRINT MANCINO – L’idea di Conte di lanciarlo a partita in corso potrebbe consentire a Politano di ritagliarsi un’incisività diversa e ancora più estrema, data la delicatezza del suo sinistro e il venir meno delle energie avversarie nell’ultimo terzo di gara. Per i mancini con quelle caratteristiche, curiosamente, vale la regola dell’utilizzo centellinato come arma tattica. Nella Juventus Massimiliano Allegri ha adottato questo approccio con Douglas Costa con risultati balbettanti. Conte sta pensando a Politano come passepartout quando l’intensità fisica delle gare inizierà a colare a picco. Di contro, l’impossibilità di schierare Politano dal primo minuto va considerata sinonimo di una profondità di rosa estremamente inusuale, negli ultimi anni, in casa Inter. Dispiace soltanto che a rimetterci sia la creatività di un mancino che, in un momento dell’annata in cui si fa fatica a sciogliere i muscoli, appare davvero l’unico in grado di camminare sulle acque.




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