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Perisic, il grande ingunners: Inter sguinzagli (ancora) Spalletti per 2 motivi

Ivan Perisic è l’unico vero caso preoccupante in casa Inter perché il croato ha puntato i piedi nel momento sbagliato, cadendo oltretutto nell’inganno dell’Arsenal, come giustamente evidenziato da Luciano Spalletti (QUI). E ora come se ne esce? Non è semplice, inutile raccontarsi barzellette. Ma ancora una volta la chiave può essere Spalletti… 

MOMENTO DELICATO – L’Inter è alle prese con un momento decisamente negativo, sia dal punto di vista dei risultati che dal punto di vista gestionale. Il calciomercato invernale, che oggi chiude battenti, finora ha portato in dote il solo Cedric Soares, chiamato a sostituire l’infortunato Sime Vrsaljko, sempre più vicino al ritorno a Madrid. Ma torniamo a Ivan Perisic, l’insoddisfatto e infelice Perisic. Sì, perché l’esterno croato ha deciso di puntare i piedi nel momento sbagliato, vale a dire nel bel mezzo del campionato e in un mese in cui portare a termine trattative importanti è notoriamente difficile. Ma d’altronde a lui cosa gliene dovrebbe importare, alla fine mica deve mettersi a trattare in prima persona. L’Inter però sì, ed è qui che sono sorti i problemi per il numero 44 nerazzurro. Giuseppe Marotta prima, Spalletti e Piero Ausilio poi hanno tutti quanti ribadito lo stesso concetto: Perisic può dire quello che vuole, ma il cartellino è nostro e il prezzo lo facciamo noi. Nulla di eclatante insomma, ma evidentemente era un concetto che andava ribadito, soprattutto affinché arrivasse oltremanica, dalle parti dell’Arsenal insomma.

INGANNO GUNNERS – Proprio i Gunners hanno tratto in inganno Perisic, che è stato sedotto e abbandonato proprio per i motivi sopracitati: gennaio non è un mese in cui i top club – esclusa qualche eccezione – fanno spese pazze, più che altro si concentrano sui prestiti e l’Inter a riguardo è stata abbastanza chiara, o cessione definitiva o nulla. E insomma l’infelice croato rimarrà a Milano, sicuramente contro la sua volontà e con scarsissimo entusiasmo, ma senza dimenticare di essere sotto contratto lautamente stipendiato. E qui entrano in gioco due elementi: prima di tutto la sua professionalità, che al momento è sotto zero e – ancora una volta – Spalletti.

TEMPISMO, QUELLO SCONOSCIUTO – È stato proprio Spalletti a trattenerlo all’Inter nell’estate del 2017, quando già i primi sintomi di malessere iniziavano a fare capolino: il tecnico nerazzurro è stato bravo a motivarlo, a convincerlo, a metterlo al centro del suo progetto e i risultati, inizialmente, si sono visti. Poi qualche alto e basso, tipico dell’ala croata e il Mondiale in Russia, dove Perisic ha messo in mostra tutte le sue qualità, attirando davvero l’interesse della Premier League. Era lì che doveva spingere Perisic, era quello il momento di puntare i piedi e far capire all’Inter che il suo futuro doveva essere altrove. Non lo ha fatto, sbagliando, perché poi alla fine tutti i nodi vengono al pettine. Come infatti è stato. Ed eccoci qui, più lontani che mai.

SOLUZIONE SPALLETTI – Quale può essere la soluzione? Una, unicamente una: sguinzagliare di nuovo Spalletti, così bravo a persuaderlo, per fare in modo che il giocatore ritrovi un briciolo di motivazione, utile a lui e all’Inter. A lui perché certamente il suo biglietto da visita al momento non è dei migliori e se non dimostrerà di valere la cifra stabilita dall’Inter, la cessione diventa sempre più complicata; all’Inter per ben due motivi: il primo è che rivalutando il giocatore avrebbe più forza in sede di trattativa e dunque più possibilità di incassare la cifra desiderata, il secondo è che ne beneficerebbe a livello tecnico. Un caso spinoso dunque, da qualsiasi parte lo si guardi ma la speranza è che prevalga la componente umana e professionale, se ancora ce n’è.

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