Perisic e il problema dell’applicazione, ma con Conte all’Inter aria diversa

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25 luglio 2019, 21:33
Perisic

Ivan Perisic è finito subito nel mirino di Antonio Conte. Il primo bocciato dal nuovo tecnico, un gesto che potrebbe nascondere più che altro una strigliata al giocatore.

PRIMA SCELTA – Ad Antonio Conte è bastata un’amichevole (anche non troppo impegnativa, con il Lugano) e qualche allenamento per fare la sua prima vera scelta sulla rosa dell’Inter. Parliamo ovviamente di quella riguardante Ivan Perisic. Conte non ha usato giri di parole dopo la sfida contro il Manchester United: ci ha provato, ma non ha avuto le risposte che voleva. Chi pensava che il croato si fosse salvato dall’epurazione degli indisciplinati e avesse un nuovo ruolo da titolare in nerazzurro è stato smentito decisamente in fretta.

DUE MOTIVI – Le parole di Conte hanno stupito, oltre che per la tempistica, per due motivi. Il primo è che Perisic è (o forse era) l’ultimo dei big in attacco dell’Inter di Luciano Spalletti a essere sopravvissuto alla nuova linea della dirigenza, che vede disciplina e rispetto delle regole al primo posto. Il secondo è che non ci si aspettava una bocciatura tecnica. Il nuovo allenatore ha detto chiaramente che il croato non è in grado di ricoprire il ruolo di esterno sinistro nel centrocampo a cinque, presumibilmente per come interpreta la fase difensiva.

PROBLEMA DIFENSIVO? – Un’affermazione sorprendente in primis perché il numero 44 ha fatto dell’applicazione in copertura un suo punto di forza, nei (lunghi) periodi di scarsa brillantezza offensiva persino l’unico. I suoi strappi in difesa sono diventati famosi, anche come giustificazione. Un elemento che lo portava a essere un titolare indiscusso di Spalletti a prescindere dal rendimento in attacco. In secondo luogo Perisic ha già fatto l’esterno con la difesa a tre. La prima volta addirittura con Roberto Mancini, in uno sfortunato Inter-Fiorentina al termine del quale l’attuale c.t. della nazionale disse di averlo schierato nel suo ruolo naturale. Poi anche nella prima stagione di Spalletti per tutto il periodo con la difesa a tre e mezzo, con Joao Cancelo sull’altra fascia e Danilo D’Ambrosio alle sue spalle. Ma anche nella stagione 2018-2019 il croato si è trovato a coprire tutto l’esterno quando il tecnico di Certaldo ha schierato la difesa a tre a gara in corso. D’accordo, farlo in modo fisso è differente, ma la base tecnica, tattica e fisica dovrebbe esserci.

LA FRUSTATA DI CONTE – Facile che il problema insomma sia altrove. E che Conte abbia voluto dare un messaggio chiaro al giocatore, in pubblico. Una strigliata in piena regola a chi negli ultimi anni si è spesso distinto per i suoi colpi di testa, e non parlo di quelli sui piazzati elogiati da Spalletti. Momenti in cui staccava la spina dalle vicende della squadra, perso nei suoi pensieri (di mercato, di relazioni con il resto del gruppo o chissà che altro). Probabile che il tecnico abbia intravisto una leggerezza negli allenamenti non gradita, dovuta chissà a cosa, da stroncare subito.

SVOLTA CON LA JUVE – Nell’amichevole successiva contro la Juventus Perisic ha giocato titolare. Un segno che probabilmente qualcosa è cambiato negli allenamenti. In che ruolo? Da punta, nei due attaccanti. Un esperimento, che a Conte serve anche per l’assenza di punte di ruolo in questa tournée. Ma la cosa importante è che magari il numero 44 ha capito di dover mettere un’altra applicazione, con costanza.

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