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Ode a Matteo Darmian, l’eroe che non ti aspetti nei momenti più importanti

Matteo Darmian nella sua carriera all’Inter sta vivendo una storia epica. Non solo per le vittorie, ma perché ne è protagonista attivo. Quando nessuno lo avrebbe mai detto. 

ARRIVO SENZA ASPETTATIVE – Matteo Darmian è arrivato all’Inter in sordina. Per non dire proprio fuori dai radar. Nel mercato dilatato causa Covid, addirittura a ottobre 2020. Dopo aver giocato le prime tre giornate con la maglia del Parma. Come acquisto apparentemente secondario. Se non proprio inutile. Il difensore infatti copriva il ruolo di jolly, per le posizioni di braccetto ed esterno, sia a destra che a sinistra. Non un titolare, in certi casi nemmeno la prima riserva. Una sorta di doppione di D’Ambrosio. Un acquisto che, in un’estate col mercato molto limitato per tutti, sembrava quasi più legato a questioni di favori e amicizie che non a scelte tecniche. Un punto di partenza non eccezionale. Ma ideale per una storia classica di eroi. 

LIVELLO SUPERIORE – Da questo punto infatti, così umile si direbbe in una leggenda sui cavalieri, Darmian ha iniziato a costruire una storia che ha raggiunto picchi epici. Senza proclami, anzi senza dire proprio nulla, il numero 36 si è messo a lavorare. Portando il suo contributo alla causa nerazzurra, mattoncino dopo mattoncino. Quando chiamato, ha sempre risposto presente. Prestazioni solide, da titolare o da subentrato, ovunque servisse. Applicazione tattica, pulizia tecnica, capacità concreta di essere utile. Ma attenzione, non solo limitandosi al compitino. Anzi. Questa storia non parlerebbe di un eroe se non ci fossero spunti che trascendono la normalità.

EROE NERAZZURRO – La parte incredibile della carriera di Darmian all’Inter è la sua capacità di elevarsi nei momenti decisivi. Il giocatore ha avuto una carriera solida, risultando prima un fattore in Serie A e poi un titolare fisso al Manchester United. Dove ha vinto dei titoli. Ma in una dimensione sempre da giocatore ordinato, affidabile, solido. Un terzino, nei suoi canoni classici. In nerazzurro Darmian è anche questo. Non solo. Perché quando il pallone pesa, quando c’è qualcosa in palio, quando le soluzioni designate non sembrano funzionare, è sempre lui a rispondere. Quando serve il numero 36 compare in area avversaria. Prendendosi la responsabilità di un lavoro non suo. Con la personalità di chi è nato per questo. E decide le sorti dell’incontro a favore dell’Inter. Diventando protagonista attivo delle vittorie. Lui, che doveva essere l’ultimo gregario.

UOMO DEL DESTINO – Inutile citare la Supercoppa italiana, così fresca, conn quel taglio in area all’ultimo minuto a intercettare il goffo tocco di Alex Sandro. Per restare a questa stagione, vi ricordate chi propizia il primo gol con lo Shakhtar, nel momento più difficile della Champions nerazzurra? Darmian. E lo scorso anno chi segna contro il Verona quando l’Inter vede lo scudetto e serve l’ultimo scatto per conquistarlo? Darmian. Un ruolo completamente fuori dalla sceneggiatura che ci si aspettava per un giocatore come lui. Che in nerazzurro ha trovato la sua armatura, splendente e dorata. Non solo ha rilanciato la sua carriera, ha proprio trovato l’ultima evoluzione. Con un dettaglio extra, perfetto per questa storia epica. Il nativo di Legnano ha fatto tutte le giovanili e anche l’esordio in Serie A con la maglia del Milan. Per poi diventare uomo simbolo delle vittorie degli eterni rivali cittadini. Una storia epica.

 

 

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