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Nota tattica di Inter-Shakhtar Donetsk: Perisic trascina dalla fascia

Nota tattica, una rubrica che mira a sottolineare un dettaglio, in positivo o in negativo, dell’ultima partita dell’Inter. Dopo Inter-Shakhtar Donetsk parliamo della prestazione di Ivan Perisic.

LEADER SILENZIOSOInter-Shakhtar Donetsk è stata la gara che ha mostrato definitivamente a tutti la leadership di Ivan Perisic. Il croato da qualche tempo è uno dei condottieri silenziosi della squadra. Lascia tutto all’esempio sul campo, evitando proclami, parole pubbliche e pure post sui social. Nella gara potenzialmente (e poi effettivamente) decisiva per il tanto atteso passaggio agli ottavi di Champions League la sua firma è arrivata. Indelebile.

DOMINATORE A SINISTRA – Perisic è partito titolare sulla fascia sinistra. Un fatto abituale, ma non del tutto scontato. E ha fatto in modo di far notare la sua presenza. Questa è la sua heatmap presa da WhoScored:

Sulla sinistra insomma Perisic ha coperto tutta la fascia, letteralmente da area ad area. Un fatto consueto da circa un anno, ma sempre da non dare per scontato. I suoi tocchi totali sono stati 52, un numero esattamente doppio rispetto al suo dirimpettaio Matteo Darmian. Sono mostrati in questa grafica, sempre di WhoScored:

La presenza di Perisic è stata tangibile. Soprattutto influente, in entrambi i gol. Il numero 14 non solo non ha mai smesso di proporsi e arare la fascia, ma è andato addirittura in crescendo. Il primo gol nasce da un’azione che lui ed Edin Dzeko aprono addirittura ai limiti dell’area di Samir Handanovic. E il secondo è un suo assist diretto, sempre per l’amico bosniaco. Un’influenza diretta nel risultato finale.

CHI C’ERA SA – Perisic c’era nell’ultima e nella terzultima eliminazione dell’Inter ai gironi di Champions League. E in questa partita con lo Shakhtar Donetsk ha voluto imprimere il suo marchio. Da leader attraverso l’esempio. Si è proposto e ha macinato gioco, dando tutto per arrivare ai tre punti finale. E indirizzare così il cammino di tutta l’Inter. Una prova da leader. Da chi c’era, ha già vissuto una certa amarezza e voleva evitarla in ogni modo.

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