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Nota tattica di Inter-Sampdoria: il ritorno di Lautaro Martinez

“Nota tattica”, una rubrica che mira a sottolineare un dettaglio, in positivo o in negativo, dell’ultima partita dell’Inter. Dopo Inter-Sampdoria parliamo della prestazione di Lautaro Martinez.

IL RITORNO DEL TORO – Nella sfida con la Sampdoria l’Inter ha messo in campo voglia di giocare, puntando su possesso e aggressività. Gli uomini di Conte hanno tenuto il 78% del possesso con un baricentro oltre i 50 metri. Hanno brillato in modo particolare gli attaccanti e va sottolineato il ritorno di Lautaro Martinez. L’argentino, complice la sospensione, non segnava da fine gennaio. Quasi 5 mesi senza la gioia del gol. Un’assenza dai tabellini rumorosa, complici anche gli aggiornamenti di mercato. Contro la Samp il numero 10 è tornato ai suoi livelli.

CHE PRESENZA – Si è capito da subito che Lautaro viveva una serata di verve. Il tacco sull’azione del primo gol è una grande giocata, e il gol arrivato appena dopo la mezz’ora è stata la ciliegina finale per liberarlo di testa. Come gli è capitato praticamente sempre. Presente, coinvolto, attivo nelle giocate, con attenzione ai compiti tattici, ma anche con ricerca di giocate di qualità. Non solo per finalizzare, ma anche per liberare i compagni. Questa presa da Whoscored è la mappa dei suoi tocchi:

Inter-Sampdoria Lautaro Martinez tocchi

I suoi tocchi sono stati 43, i passaggi 28. Considerando le ultime 4 partite (andata e ritorno col Napoli in Coppa Italia, Lazio e Juventus in Serie A) il massimo era stato rispettivamente 20 e 7. In più ha subito tre falli. Un salto di qualità netto come presenza nella partita, di cui ha beneficiato tutta l’Inter. Ma anche lui come condizione mentale.

LA TATTICA – Il Toro ha giostrato principalmente sul centrosinistra dell’attacco, mentre Lukaku occupava il centrodestra. Come potete vedere dalle posizioni medie che trovate qui a pagina 9 Lautaro e big Rom erano praticamente i vertici di due triangoli offensivi, con Eriksen al centro e i due esterni di centrocampo, schierati da Conte molto alti, dall’altra parte. Tutti hanno giocato molto vicini, cercando scambi veloci e combinazioni corte, in modo da disassare la difesa blucerchiata. Missione compiuta. In più il 9 e il 10 sono stati molto bravi ad alternarsi nei tagli alle spalle dei difensori per cercare la profondità, allungare la difesa e dare spazio per gli inserimenti. Il primo gol è il manifesto di questa idea.

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