Nota tattica di Inter-PSV: l’ingresso di Sime Vrsaljko per l’equilibrio

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12 dicembre 2018, 08:42
Vrsaljko

“Nota tattica”, una rubrica che mira a sottolineare un dettaglio, in positivo o in negativo, dell’ultima partita dell’Inter. Dopo Inter-PSV parliamo dell’ingresso di Vrsaljko.

DETTAGLIO CON UN SIGNIFICATO – Ci sono tanti motivi per cui l’Inter ha pareggiato contro il PSV. Si potrebbe discutere del clamoroso errore di Asamoah o della scialba interpretazione offensiva di Perisic, per fare due esempi. Ma c’è un evento che è importante sottolineare in quanto sintomo di un problema più grave: l’ingresso di Vrsaljko al minuto 38 del secondo tempo. Ricordiamo che il gol del pareggio nerazzurro era arrivato al 28′ e la squadra aveva un assetto offensivo, con tutte le punte in campo.

SQUADRA IN ATTACCO – L’ingresso del croato a circa 8 minuti dalla fine di una partita che devi assolutamente vincere quando sei bloccato sul risultato di 1-1 sostanzialmente non ha senso. L’Inter vedeva sì in campo Politano, Icardi, Keita, Martinez e Perisic, ma appunto doveva rimontare. Rischiava qualcosa, ma tutto nel conto di una partita con un andamento simile. Il punto fondamentale è che pareggiare 1-1 o perdere 1-2, a così poco dalla fine, cambiava poco o nulla, a meno di cataclismi che non si sono verificati.

CAMBIO DIFENSIVO – Spalletti ha inserito Vrsaljko per ristabilire l’equilibrio della squadra. Soprattutto della linea difensiva a quattro. Il risultato è stato che l’Inter all’improvviso ha iniziato a metterci il doppio del tempo ad arrivare alla trequarti avversaria. Proprio quando i minuti scarseggiavano. Paradossalmente insomma un vantaggio per il PSV, che ha così ritrovato tranquillità. Ok, c’è stata un’occasione con Lautaro, ma per il resto passaggi in difesa. Quando serviva altro.

GESTIONE DEI TERZINI – Ciliegina del lavoro del tecnico la gestione di Vrsaljko e D’Ambrosio. Il croato è entrato quando il ruolo di terzino sinistro era di fatto vacante: Asamoah era già uscito e Perisic era incaricato di coprire la fascia. Quindi si è posizionato a sinistra. Un ruolo poco nelle sue corde, per quanto già ricoperto in carriera. Soprattutto, una posizione che ne sterilizza il contributo offensivo vista la costante necessità di tornare sul destro per giocare. Spalletti ci ha messo diversi miniuti per cambiare di fascia il numero 2 e il numero 33. Come avesse avuto ulteriore tempo da sprecare.

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