Nota tattica di Inter-Milan: l’interpretazione tattica di Vecino

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23 ottobre 2018, 11:00
Vecino

“Nota tattica”, una rubrica che mira a sottolineare un dettaglio, in positivo o in negativo, dell’ultima partita dell’Inter. Dopo Inter-Milan parliamo del ruolo di Matias Vecino.

SCELTA TATTICA – La scelta di schierare titolare Matias Vecino appena tornato dagli impegni con l’Uruguay e per di più recuperato in extremis da un problema muscolare poteva sembrare punitiva, anche troppo, nei confronti di Roberto Gagliardini. Che per di più non è in lista Champions e quindi mercoledì non può giocare a Barcellona. Invece Luciano Spalletti contro il Milan ha puntato sull’uruguaiano per un preciso motivo tattico.

CENTROCAMPO DIVERSO – Il 4-2-3-1 classico dell’Inter poteva andare in sofferenza contro il 4-3-3 del Milan per via dell’inferiorità numerica a centrocampo. Spalletti, come ha anche spiegato nel post partita, ha quindi chiesto un lavoro diverso ai due centrocampisti senza compiti di regia (chiunque non si chiami Brozovic Marcelo, quindi Vecino, Nainggolan e Borja Valero). L’impostazione tattica della squadra praticamente è passata a una mediana a tre, con un perno basso e i due interni a giocare dietro a Bonaventura e Kessie. Pensate, come esempio, al posto in cui si trova quando fa partire il cross per il gol di Icardi. Vecino è stato straordinariamente continuo nell’applicazione tattica, con un movimento costante a rinforzare la mediana o a riempire la zona offensiva.

GRANDE CORSA – L’heatmap dell’uruguaiano presa da Whoscored mostra l’ampiezza dell’area coperta:

A supporto dai dati della Lega Serie A si scopre che proprio Vecino è il giocatore ad aver coperto più km tra tutte e due le squadre, con 12,85. Un’interpretazione di alto livello, che Gagliardini ad oggi non ha nelle sue corde.







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