Nota tattica di Inter-Fiorentina: il 3-4-1-2 è ancora molto disordinato

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27 Settembre 2020, 17:55
Conte Inter Conte Inter
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“Nota tattica”, una rubrica che mira a sottolineare un dettaglio, in positivo o in negativo, dell’ultima partita dell’Inter. Dopo Inter-Fiorentina parliamo del modulo scelto da Conte. 

IL RITORNO DEL TREQUARTISTA – Per l’esordio nella Serie A 2020-2021 Antonio Conte ha scelto di schierare la sua Inter contro la Fiorentina col 3-4-1-2. Un modulo provato nei primi mesi del 2020, varato principalmente per favorire l’inserimento di Christian Eriksen. Che infatti è partito titolare. Ma visto anche senza il danese, con Borja Valero nei panni del trequartista. Sempre più o meno con gli stessi pregi e difetti. Che non sono cambiati nemmeno oggi.

PROIEZIONE OFFENSIVA – Iniziamo dai pregi. Il 3-4-1-2 è un modulo con cui l’Inter crea tante occasioni da rete. Ma proprio tante. Con la Fiorentina i nerazzurri hanno creato 21 tiri di cui 7 in porta, segnando 4 volte. A questi dati si può aggiungere il 63% di possesso palla, giocato per il 54% nella metà campo avversaria. Con questo modulo gli uomini di Conte creano molto, trovano molte combinazioni e segnano. C’è però un prezzo da pagare. Anche alto.

PROBLEMI DI EQUILIBRIO – L’Inter infatti con questo modulo in ogni partita si è sempre trovata fortemente sbilanciata in certe fasi di gioco. E gli avversari ne hanno spesso approfittato. Come la Fiorentina, che ha segnato 3 reti e ne ha sfiorate un altro paio. I motivi sono diversi. La squadra in possesso si schiera alta, molto alta. Con attaccanti, trequartista ed esterni di centrocampo tutti oltre la metà campo. Anzi proprio sulla trequarti avversaria come potete vedere QUI a pagina 9. Questo porta a un proliferare di opzioni quando si riesce a portare il pallone in quella zona, ma anche a lasciare un sacco di campo scoperto alle spalle dei giocatori offensivi. I due mediani e i tre difensori sono quindi chiamati a un lavoro tattico e di attenzione notevole per coprire preventivamente certi spazi. Muoversi sia in verticale per accorciare sul portatore di palla in modo da soffocare le ripartenze che in orizzontale per coprire gli spazi alle spalle degli esterni. Un lavoro che richiede anche intesa e senso del sacrificio. Non sempre funziona, spesso c’è grande sofferenza e recuperi affannosi, pure vani. In più capita che gli uomini di Conte, anche i mediani o i difensori esterni, si facciano ingolosire e si spingano in attacco. Un problema serio che lascia ancora più scoperto il campo quando le combinazioni strette non funzionano e si perde palla. E se nella vostra mente state visualizzando il gol di Chiesa fate benissimo.

SERVE LAVORO – Ci sono insomma dei problemi di equilibrio generali. Che non sono stati risolti nella scorsa stagione, quando infatti nel finale Conte è tornato al 3-5-2, e si sono riproposti invariati alla prima occasione. Anche per i tanti nuovi interpreti, senza dubbio. Ma questo 3-4-1-2 ha bisogno di una revisione generale.



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