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Nota tattica di Inter-Benevento: Eriksen play basso anche in Serie A

“Nota tattica”, una rubrica che mira a sottolineare un dettaglio, in positivo o in negativo, dell’ultima partita dell’Inter. Dopo Inter-Benevento parliamo di Eriksen regista.

ESORDIO DA REGISTA – Eccoci ancora qui a parlare di Eriksen. Non si può certo dire che il danese non faccia notiza nella sua esperienza all’Inter. Sia quando non giocava che ora che gioca. Contro il Benevento Conte lo ha schierato titolare. Una mossa sapiente visto il fresco gol decisivo nel derby. Confermando il suo numero 24 nel nuovo ruolo scelto per lui, quello di regista basso nel 3-5-2. La prima volta in Serie A, dopo il primo esperimento con la Fiorentina e i minuti finali col Milan sempre in Coppa Italia.

RUOLO ASSIMILATO – Come ha risposto il giocatore? Bene, dimostrandosi soprattutto a suo agio in mezzo al campo. Eriksen dimostra grande applicazione e voglia, cosa per nulla scontata. Si è mosso molto, si è fatto trovare smarcato (aiutato anche dal Benevento, senza dubbio), è stato un riferimento costante per i compagni. Ha giocato veloce, pulito, cercando di mettere un surplus di qualità quando poteva. Questa è la sua heatmap presa da Whoscored:

Chiaramente la sua zona di maggior presenza è da centrocampista centrale. Il 3-5-2 di Conte prevede che Barella abbia più libertù di sganciarsi, lasciando la mediana a due. Il danese ha coperto bene il campo, sia come posizionamento tattico che come corsa. Infatti è stato il giocatore con più km percorsi (12,126) e anche il terzo per velocità media (primo tra i titolari, superato solo da Sensi e Pinamonti). Dati interessanti per  un giocatore accusato spesso di non avere la giusta intensità fisica.

AL CENTRO DEL GIOCO – Eriksen, al netto dell’avversario, è evidentemente cresciuto nella sua interpretazione del ruolo. Si è inserito tatticamente, ha intesa coi compagni, ritmi, qualità e tempi per far girare la palla. E i compagni si fidano di lui. Una conseguenza è l’elevato numero di tocchi. Il danese è statoil dominatore assoluto della sfera con 130 tocchi totali (129 secondo Whoscored, che gliene toglie uno rispetto al report della Lega Serie A). Ecco la grafica che li rappresenta:

Da questi sono usciti ben 121 passaggi: il danese non cincischia con la palla, gioca veloce a pochi tocchi. Una cosa importante nel ruolo e per nulla scontata. I passaggi sulla trequarti sono 25, secondo tra i nerazzurri dietro ad Hakimi. Ci sono poi 3 tiri, primo della squadra, tutti in porta. Due occasioni da gol, migliore dell’Inter, un passaggio chiave. Insomma una prova con statistiche di alto livello. Un punto di partenza, anzi di ripartenza.

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