Nota tattica di Inter-Barcellona: Biraghi e D’Ambrosio con poca qualità

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11 Dicembre 2019, 18:30
Cristiano Biraghi Inter-Lazio Cristiano Biraghi Inter-Lazio
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“Nota tattica”, una rubrica che mira a sottolineare un dettaglio, in positivo o in negativo, dell’ultima partita dell’Inter. Dopo Inter-Barcellona parliamo degli esterni, Biraghi e D’Ambrosio.

LIMITI QUALITATIVI – L’Inter contro il Barcellona ha pagato soprattutto i suoi limiti qualitativi, messi inevitabilmente alla berlina viste le assenze in serie in mezzo al campo. I nerazzurri chiudono la partita con statistiche sostanzialmente pari agli avversari, ma spesso si ha avuto la sensazione che avrebbero potuto fare di più. Sennonché appunto sono finiti per scontrarsi coi loro limiti.

FORMAZIONE POVERA – Il punto di partenza va sottolineato: l’Inter è arrivata a giocarsi la partita decisiva in Champions League schierando il centrocampo Biraghi-Borja Valero-Brozovic-Vecino-D’Ambrosio. Rileggetelo, anche al contrario. Che ci sia un problema è anche superfluo dirlo. Lo stesso gli uomini di Conte hanno giocato e creato occasioni, ma la poca qualità alla fine si è sentita. Soprattutto quando l’azione si allargava sugli esterni.

STATISTICHE – Biraghi e D’Ambrosio ricoprono un ruolo non banale, anzi importante nel 3-5-2. E i numeri confermano il coinvolgimento nel gioco. Le loro statistiche sui passaggi vedono 17 realizzati su 31 per il primo e 18 su 26 per il secondo, dati della UEFA Champions League. Solo Lukaku ha una percentuale realizzativa inferiore. Lo sfogo sugli esterni è stato cercato spesso anche nella rifinitura, infatti l’Inter ha prodotto in totale 21 cross. Ben 11 di questi li ha presi Biraghi, di cui però solo uno a buon fine. D’Ambrosio ne somma altri due. In aggiunta dei 18 tiri dell’Inter 2 li ha prodotti il numer0 33 e uno il numero 34.

LE POSIZIONI – Questa è la loro heatmap presa da Whoscored:

Inter-Barcellona Heatmap D'Ambrosio e Biraghi

La posizione più arretrata di D’Ambrosio, per quanto comprensibile, è stato un problema perché rallentava la risalita del campo, faceva perdere un tempo di gioco, e aiutava il Barcellona a tornare in posizione e riorganizzare il pressing. Biraghi e D’Ambrosio erano sostanzialmente le uniche scelte di Conte per il ruolo di “quinto” di centrocampo, ma a livello qualitativo si sono dimostrati un grosso limite in questo contesto

 

 

 

 

 


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