Nota tattica di Benevento-Inter: Alexis Sanchez fonte di gioco

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1 Ottobre 2020, 15:30
Sanchez
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“Nota tattica”, una rubrica che mira a sottolineare un dettaglio, in positivo o in negativo, dell’ultima partita dell’Inter. Dopo Benevento-Inter parliamo della prova di Alexis Sanchez.

SCELTA AZZECCATA – In Benevento-Inter Conte ha scelto come titolari in attacco Sanchez e Lukaku. I due ex Manchester United sono grandi amici, ma soprattutto una coppia offensiva molto ben assortita. Purtroppo vista poco, sia con la maglia rossa che in nerazzurro, per colpa dei problemi del numero 7. Il cileno contro i campani ha disputato una prova di alto livello, dimostrandosi una preziosissima fonte di gioco coi suoi movimenti ad abbassarsi. Che gli uomini di Inzaghi non sono mai riusciti a leggere e neutralizzare.

AL CENTRO DELLA MANOVRA – La sua centralità nella manovra si può vedere dalla grafica che mostra i suoi tocchi di palla, presa da Whoscored:

Sanchez palloni toccati Benevento-Inter

I 77 tocchi sono il quinto valore più alto della squadra, superato dai difensori e da Gagliardini. Vale a dire quelli che si occupano della prima costruzione e fisiologicamente vedono di più la palla. Che Sanchez sia arrivato a un numero simile testimonia la qualità dei suoi movimenti. Partendo da seconda punta è andato di fatto ad occupare la trequarti. Tutta. Si è sempre smarcato con efficacia, abbassandosi e svariando su tutto il fronte offensivo, dando opzioni in ogni fase e cercando gli scambi corti coi suoi compagni. Al suo attivo anche 54 passaggi e 4 dribbling. Non solo. Prendendo i dati della Lega Serie A con 5 recuperi è al secondo posto tra i nerazzurri al pari di Gagliardini e Vidal, i due mediani. Ed è quarto per km percorsi con 10,302.

ANCORA ASSIST – Sanchez è partito forte in questa stagione. Col Benevento ha replicato in pratica in fotocopia la prova da uomo assist offerta alla prima con la Fiorentina. Come coi viola ha scambiato con Hakimi (con cui ha un evidente feeling tecnico) che poi ha servito l’assist per Lukaku e poi si è messo in proprio servendo in prima persona un compagno (coi giallorossi Lautaro Martinez, l’altra volta D’Ambrosio). Col numero 7 in campo la manovra gira fluida e i gol arrivano.

 



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