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Nainggolan unico in grado di stravolgere i piani dell’Inter di Conte: ecco come

Nainggolan è rimasto all’Inter più per orgoglio (della proprietà) che per volontà propria, ma adesso è chiamato a rendersi utile. Superata l’indisponibilità per la positività al Covid-19, il centrocampista belga deve convincere Conte a dargli una chance. E a quel punto potrebbe anche stravolgere i suoi attuali piani tattici. Vediamo come

INVERSIONE DI FILOSOFIA – La nuova Inter di Antonio Conte non c’entra nulla con quella scesa in campo fino a poche settimane fa. E c’entra solo relativamente il mercato “estivo”. La rivoluzione, partita dalle fasce, è totale nel reparto centrale. A centrocampo, oltre a spingere (quando è a pieno organico…) con entrambi gli esterni, sono stati invertiti i compiti del trio mediano. Al momento l’unica conferma è Nicolò Barella, che in questa stagione ha alzato il baricentro facendo più da mezzala che da perno davanti alla difesa. Ruolo in cui Marcelo Brozovic ha perso la sua titolarità fissa in favore del neo acquisto Arturo Vidal, attuale “regista” di riferimento per Conte. E non vanno escluse ulteriori evoluzioni quando rientreranno tutti i centrocampisti. L’Inter quest’anno ha più opzioni, deve solo trovare il modo di sfruttarle. Al meglio.

DILEMMA “TREQUARTISTA” – Certo, all’appello manca ancora Roberto Gagliardini – equilibratore di fiducia del tecnico nerazzurro -, ma è un altro il nome spendibile per modificare ancora questo assetto. A Conte oggi manca il centrocampista più alto dei tre. Quello che viene presentato spesso come “trequartista”, per via del 3-4-1-2. Sebbene sia semplicemente una mezzala con precisi compiti in fase di non possesso. Con Vidal e Barella dietro, la prima scelta del tecnico è Stefano Sensi, che al momento non dà garanzie dal punto di vista atletico. Segue a ruota Christian Eriksen, che in quella posizione si esalta più che in altre (vedi articolo, ndr). Innegabile. E poi?

ALTRA SOLUZIONE – E poi c’è Radja Nainggolan, che per ciò che chiede Conte al “trequartista” è il profilo ideale per giocare tra le linee. Il belga, però, sarebbe un “doppione” nell’assetto che prevede già Vidal e Barella. Piuttosto, potrebbe giocare più alto in caso di rotazioni, se coperto da un’altra coppia (Vidal-Brozovic o Barella-Gagliardini). Pur essendo l’alter ego di Vidal e svolgendo a memoria il lavoro richiesto a Barella, Nainggolan può essere fondamentale per sparigliare le carte rispetto alla situazione ideale. E non va ignorata l’ipotesi Eriksen regista basso, con Barella o Vidal a fare da mediano, se il numero 44 belga riesce a tornare sui suoi livelli partendo dalla trequarti. Una soluzione interessante che Conte nelle prossime uscite potrebbe tranquillamente testare. Il recupero a pieno regime di Nainggolan è una grande notizia, oggi. Ora tocca solo a lui dimostrarlo, in campo.

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