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Nainggolan, risolto il contratto ma non il problema. Politica Inter da rivedere

Nainggolan ha risolto il proprio contratto con l’Inter ed è tornato in Belgio (vedi articolo). Il centrocampista non è il primo a lasciare i nerazzurri con queste modalità e probabilmente non sarà l’ultimo. Una politica che va analizzata.

RADJA – Dopo anni di tira e molla tra Inter e Cagliari, con prestiti, offerte e controfferte, ipotesi di fantomatici scambi e botta e risposta continui tra le due dirigenze, Radja Nainggolan ha risolto il contratto che lo legava ai nerazzurri fino al 30 giugno 2022 (vedi articolo) e si è accasato all’Anversa. L’Inter, oltre a generare un corposo attivo sul mercato, deve anche abbassare i costi di gestione del 15-20%. Il risparmio sull’elevatissimo ingaggio del centrocampista belga è quindi una boccata d’ossigeno per le casse nerazzurre. Il valore residuo di Nainggolan a bilancio (vedi approfondimento) genera però una minusvalenza che la società ha cercato in ogni modo di evitare. La stessa situazione si era verificata con Joao Mario e questo impone una riflessione su questa politica dell’Inter.

JOAO – Nainggolan ha 33 anni, riuscire a trovare una squadra che investisse su di lui quei 10 milioni di euro necessari per non creare buchi a bilancio era impensabile. Ma non è solo un problema di età avanzata, come dimostra il caso Joao Mario (vedi approfondimento). Il portoghese è un classe ’93, a differenza di Nainggolan è nel pieno della sua carriera e ha davanti ancora diversi anni di calcio ad alti livelli. Eppure il suo altissimo ingaggio lo rendeva praticamente invendibile. La squadre che potevano permettersi quelle cifre non cercavano Joao Mario, le squadre che cercavano Joao Mario non potevano permettersi quelle cifre. Una situazione di stallo, simile a quella di Nainggolan, che è stato possibile risolvere solo attraverso la risoluzione del contratto. Il Benfica ha così potuto investire tutte le proprie risorse sullo stipendio del centrocampista risparmiando sul cartellino.

FUTURO – Il rischio è quello di ritrovarsi tra un anno a fare per Edin Dzeko gli stessi discorsi che sono stati fatti per Nainggolan e Joao Mario e che si fanno oggi per Arturo Vidal e Alexis Sanchez. È ovvio che quando non hai molta scelta, la soluzione dell’usato sicuro sia la più facilmente percorribile. Però crea un gigante dai piedi di argilla. Una squadra che continua a tappare buchi creandone altri futuri. In un circolo vizioso che bisognerebbe provare a spezzare per tornare ad avere stabilità. L’acquisto di Denzel Dumfries (vedi approfondimento) va in questa direzione ed è un bel segnale. Perso Achraf Hakimi, l’Inter ha puntato su un ottimo profilo, in età perfetta per far parte di un progetto tecnico, e potenzialmente economico, e dai costi contenuti. È la via da seguire anche per il prossimo rinforzo in attacco. Senza riempirsi di altri boomerang alla Nainggolan.

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