Nainggolan da solo non basta: non può e non deve fare tutto da solo

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19 luglio 2018, 12:30
Radja Nainggolan Inter

Radja Nainggolan è stato un acquisto importante per l’Inter, che ha riempito nel miglior modo possibile per le esigenze di Spalletti la casella del trequartista. Per quanto il belga sia un top player però non può essere lui a risolvere da solo ogni problema della squadra.

SEGNALE CHIARO – Le amichevoli estive vanno sempre prese con beneficio di inventario, tra mille se e ma. Però alcuni segnali vanno colti, non sottovalutati, perché indicano tematiche generali che prescindono da caldo, preparazione, avversari che corrono di più. Inter-Sion ne ha dato uno chiaro: Nainggolan conta tanto per la squadra, forse addirittura troppo.

IMPORTANTE, MA NON DA SOLO – La sensazione è confermata anche da Spalletti, che nel post partita ha detto «Radja ha una qualità visibile e lascia il suo marchio, quando esce si sente», e anche dalla Gazzetta dello Sport. Chiariamo una cosa: Nainggolan è arrivato all’Inter come un giocatore importante dopo un inseguimento di un anno, fortemente voluto proprio da Spalletti per cui è il trequartista ideale. Ci sta quindi che il suo ruolo sia centrale nella squadra. Però non bisogna esagerare. Il belga è un giocatore di alto livello, in grado di fare la differenza, ma non può fare tutto, mettendosi sulle spalle tutta la squadra in ogni occasione, giocando per sè stesso e coprendo le carenze di tutti gli altri. E non è nemmeno giusto pretenderlo, o dare per scontato che lo possa fare.

TROPPI COMPITI – Il centro del discorso è che Nainggolan da solo non basta e non può bastare. L’Inter in mezzo al campo dipende da Brozovic, che negli ultimi sei mesi è diventato regista e leader insostituibile, e senza il croato serve Nainggolan ad aiutare i vari Gagliardini, Borja Valero e Vecino a impostare il gioco. Però serve anche in attacco, perché il reparto ha migliorato le riserve, ma ha ancora Candreva come prima opzione a destra, e quindi i gol deve trovarli qualcun altro. In più, di suo, il nuovo numero 14 ha il compito di orchestrare la fase offensiva, prendendo il testimone da Rafinha che negli ultimi mesi si era accollato il lavoro e ovviamente non c’è più. Un accumularsi di compiti ingestibile per chiunque. E con un’ulteriore complicazione: da trequartista il cocco di Spalletti non ha riserve, e non per un discorso di caratteristiche, ma proprio a livello numerico. L’Inter in rosa può solo adattare altri nel ruolo, in primis Borja Valero. Insomma, la coperta è corta e non può essere Nainggolan a coprire ogni buco da solo.







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