Mihajlovic, la lingua batte dove il dente duole. Inter nel mirino?

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8 gennaio 2016, 19:56

A Milano ci sono due squadre, una è prima in classifica e l’altra ha 11 (undici) punti in meno. Quella prima in classifica è l’ex squadra dell’allenatore che guida gli 11 con undici punti in meno. Uno scioglilingua? No, la storia attuale di Inter e Milan, guidate rispettivamente da Mancini e Mihajlovic. Il primo ride, l’altro mastica amaro (forse troppo)

I DOLORI DEL GIOVANE MIHAMihajlovic è stato chiamato in estate dal Milan per risollevare l’ambiente dopo stagioni non proprio esaltanti, proprio come il suo amico Mancini, (ri)chiamato dall’Inter per lo stesso motivo. Risultati? Il serbo – dopo un brillante precampionato che aveva fatto ben sperare i tifosi rossoneri – non vive un periodo sereno, la classifica stenta a decollare e il clima è teso attorno a lui. L’allenatore nerazzurro invece è decisamente messo meglio, primo in classifica a quota 39 punti, nonostante critiche pesanti riguardanti il gioco non proprio brillante della sua squadra. Ma nel calcio contano i risultati, e l’Inter ce li ha. Il Milan non molto.

PENSIERO FISSO – L’allenatore serbo è un ex interista, anche molto amato. Il suo carattere schietto e determinato aveva conquistato tutti all’interno dell’ambiente nerazzurro, sia da giocatore che da allenatore in seconda (di Mancini). Lui ne era perfettamente consapevole e ai tempi in cui guidava il Catania si era anche spinto a dichiarazioni forti: «Io al Milan? No, non potrei. Sono fatto così, magari muoio di fame, ma ho rispetto per le squadre che alleno. Non mi si presenterà mai questa possibilità, parliamoci chiaro, ma se per caso succedesse in futuro, non potrei mai allenarlo perché sono stato interista». Ma si sa, queste promesse nel calcio lasciano ovviamente il tempo che trovano e il tifoso nerazzurro se ne sarà fatto una ragione. E Mihajlovic invece come sta? Non benissimo, a quanto pare. Le sorti della sua squadra appaiono offuscate e lui pensa a mandare frecciate velenose all’indirizzo dell’Inter capolista: prima la classifica stravolta dai suoi stravaganti calcoli, poi la fortuna, il calendario favorevole (con tanto di derby in mezzo) e una media punti tutta da verificare e – per finire – una statistica riguardante i tiri in porta del suo Milan rispetto a quelli di un’altra squadra non specificata, ma facilmente intuibile. Ma insomma, caro Sinisa, solitamente la lingua batte dove il dente duole. Chiamiamo un dentista?

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