MERCATO STORY #2 – Salah, rimpianto Inter su doppio assist di Mourinho

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12 Dicembre 2019, 22:00
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Il secondo episodio della rubrica di Inter-News.it dedicata alle trattative di mercato, finalizzate o saltate, che più hanno tenuto i sostenitori nerazzurri col fiato sospeso nella recente storia del club. Il protagonista è Salah, obiettivo sfumato due volte nel 2015

LA PRIMA OCCASIONE: GENNAIO 2015

DUE ESTERNI PER MANCINIMohamed Salah, per due volte nello stesso anno, poteva diventare un giocatore dell’Inter. L’anno in questione è il 2015, sulla panchina nerazzurra c’è Roberto Mancini. Il tecnico di Jesi, tornato a Milano nel novembre 2014 con l’obiettivo di risollevare una squadra reduce da tre stagioni in caduta libera, impone subito una netta rivoluzione tecnica. Dal 3-5-2 targato Walter Mazzarri, il “Mancio” passa al 4-3-3 e la priorità è quella di reperire due esterni d’attacco sul mercato di gennaio. Il primo colpo è Lukas Podolski, in prestito dall’Arsenal. Non propriamente un esterno di ruolo ma un’occasione low cost che appare valida da cogliere. Per il secondo slot c’è una lista di nomi: Alessio Cerci, Xherdan Shaqiri e proprio Salah. Tutti e tre non trovano spazio nei rispettivi club.

DUELLO IN SALSA BASILEA – Cerci, passato dal Torino all’Atletico Madrid in estate, finisce al Milan. Per un attimo si crea un incrocio in salsa Basilea, con l’Inter su Shaqiri e Salah. Lo svizzero si era trasferito al Bayern Monaco nel 2012 dal club elvetico, che lo aveva a sua volta sostituito proprio con Salah. L’egiziano era passato al Chelsea nel gennaio 2014, convinto a puntare su di lui dopo il gol segnato mesi prima a Stamford Bridge in semifinale di Europa League con il Basilea. Salah però sembra non essersi ambientato in Premier League con José Mourinho allenatore.

SCELTA SBAGLIATA – Nella finestra di mercato di gennaio 2015, Shaqiri e Salah sono sul mercato con la formula del prestito con diritto di riscatto. La dirigenza nerazzurra ritiene il primo più pronto del secondo, in virtù anche del buon Mondiale disputato in estate con la Svizzera. Così la scelta ricade su Shaqiri, mentre Salah dal Chelsea va alla Fiorentina di Vincenzo Montella in uno scambio di prestiti con Juan Cuadrado che Mourinho vuole fortemente. Lo svizzero, dopo un buon avvio, si spegne finendo ai margini del progetto di Mancini che decide di non confermarlo per la stagione successiva e cederlo allo Stoke City. L’egiziano ha invece un grande impatto sulla Serie A, emergendo soprattutto per una doppietta alla Juventus in Coppa Italia e un gol proprio all’Inter a San Siro. Bene anche in Europa League, aiutando i viola a raggiungere addirittura le semifinali.

LA SECONDA OCCASIONE: LUGLIO 2015

MANCINI SCENDE IN CAMPO – Salah ha impressionato tutti, Mancini compreso. Il tecnico nerazzurro contatta il giocatore per convincerlo a raggiungerlo a Milano. La Fiorentina però ha tutte le intenzioni di esercitare l’opzione di diritto di riscatto dal Chelsea proponendo inoltre all’egiziano un adeguamento del contratto. Il club gigliato gli invia anche una raccomandata intimandogli di presentarsi in ritiro a Moena agli ordini del nuovo allenatore Paulo Sousa. A quel punto il suo agente e avvocato Ramy Abbas esce allo scoperto dichiarando apertamente che il proprio assistito non resterà a Firenze ma approderà in un altro club italiano. L’accostamento all’Inter è immediato, il corteggiamento è in corso.

CAVILLO LEGALE E BRACCIO DI FERRO CON DIFFIDA – Salah e il suo entourage sono forti di un cavillo legale per liberarsi. Una scrittura privata apposta al contratto siglato a gennaio con la Fiorentina, nella quale è espressamente specificato che il giocatore potrà decidere unilateralmente di non proseguire il rapporto con i viola. I Della Valle non ci stanno, non ritengono valido tale documento. Contestualmente inviano all’Inter, rea di aver contattato un calciatore sotto contratto, una lettera di diffida.

ATTACCO FRONTALE – Addirittura il consigliere viola Paolo Panerai, attraverso il proprio account Twitter, si scaglia contro la società nerazzurra: “Luca Toni, Adrian Mutu, Adriano Galliani sanno che la Fiorentina fa sempre onorare le firme. Lo sa Montella. Lo saprà Salah. Lo sa ora l’Inter che provò già con Toni. Caro Giovanni Malagò, Salah è la goccia per commissariare. Non si può più tollerare che le firme e i regolamenti valgano meno di zero. Se le società del calcio dovessero rispettare la trasparenza, l’Inter sarebbe già retrocessa. Che soldi sono, di chi, a partire dalle Cayman? Michel Platini sa che l’Inter è fuori dalla legge del Fair Play Finanziario. Per Salah e gli altri acquisti milionari. È l’occasione per una iniziativa esemplare“. Il club prende le distanze dallo sfogo di Panerai con il seguente comunicato: “In merito alle affermazioni del consigliere di amministrazione Dott. Panerai, ACF Fiorentina precisa che si tratta di considerazioni a carattere personale non concordate con la società”. Ma è braccio di ferro.

RISPOSTA INTER – L’Inter replica duramente alle accuse, per mezzo di un comunicato ufficiale: “F.C. Internazionale comunica di aver letto esterrefatta le dichiarazioni del vice presidente della Fiorentina riportate sul proprio profilo Twitter personale. Nessuno si deve permettere di parlare a sproposito della nostra società mettendone in discussione solidità e trasparenza. Nessuno si deve permettere di offendere il club e di conseguenza i propri tifosi con dichiarazioni che sono totalmente prive di ogni fondamento. F.C. Internazionale è allibita dalla richiesta di un’iniziativa esemplare di carattere sportivo proprio nei confronti del club che ha appena sottoscritto in pieno accordo con l’Uefa, insieme a molte altre società, un accordo di pubblico dominio legato al rispetto delle regole del Financial Fair Play (c.d. settlement agreement, ndr). Poiché la Fiorentina sta chiaramente cercando di coinvolgere l’Inter in una vicenda che non la riguarda, per coprire un problema fra lei e il giocatore Salah, F.C. Internazionale agirà in ogni sede a tutela della propria immagine e onorabilità”.

COLPO NON AFFONDATO – Pochi giorni dopo interviene anche Marco Fassone. L’allora Direttore Generale nerazzurro dichiara che l’Inter per Salah è sempre rimasta in attesa alla finestra senza operare in maniera scorretta. L’intento è quello di scongiurare ogni rischio relativo a eventuali contenziosi da parte della Fiorentina. Insomma, la dirigenza non se la sente di andare fino in fondo e affondare il colpo su Salah.

TRA I DUE LITIGANTI IL TERZO GODE – Salah, intanto, fa ritorno al Chelsea e al precedente status di giocatore sul mercato. Mourinho non lo considera nel suo progetto ed è pronto a farlo partire per la seconda volta. L’Inter però non coglie l’assist. Cosa che fa la Roma con Walter Sabatini, prelevandolo in prestito con obbligo di riscatto per una cifra intorno ai venti milioni. Mossa sbagliata quella dell’Inter. Perché il reclamo mosso dalla Fiorentina alla FIFA viene respinto dalla camera di risoluzione delle controversie. Decisione confermata dal Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna, cui la società viola si era rivolta in appello. Risarcimento da oltre trenta milioni negato. Nessuna sanzione a Salah e al Chelsea.

SLIDING DOORS

RIMPIANTO – Il resto è storia nota: l’Inter nel mese successivo prende Stevan Jovetic, Ivan Perisic e Adem Ljajic. Solo il croato dà un contributo nella recente storia nerazzurra. Salah, dal canto suo, disputa due grandi stagioni a Roma affermandosi soprattutto con Luciano Spalletti prima di prendere il volo per Liverpool dove esplode definitivamente come uno dei migliori calciatori al mondo. Oggi è campione d’Europa, domani può diventarlo anche del Mondo e d’Inghilterra. “Momo” Salah è certamente un rimpianto per l’Inter che ha avuto la sua (doppia) occasione per portarlo a Milano.

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