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Lukaku, parole tardive e incomplete: l’Inter e i suoi tifosi meritavano altro

Romelu Lukaku, dopo giorni di silenzio dal giorno del suo addio all’Inter, ha postato un messaggio di saluti in cui cerca di spiegare le sue ragioni. Le parole dell’ormai ex centravanti nerazzurro suonano come tardive e incomplete, l’Inter e i suoi tifosi meritavano di più.

ROTTO IL SILENZIO – Poche ore fa Romelu Lukaku ha finalmente rotto il suo silenzio dopo il trasferimento al Chelsea con una lettera ai tifosi dell’Inter postata sui suoi profili social (leggi QUI). Si attendeva da giorni una presa di posizione dell’attaccante dopo che, nei giorni scorsi, era stato il suo procuratore Pastorello ad esporsi (leggi QUI). Le parole di Lukaku, anche se soltano a mezzo social, rompono il silenzio ma suonano come ormai tardive e incomplete lasciando la sensazione che l’attaccante belga non abbia ben compreso la portata del suo addio agli occhi dei tifosi dell’Inter.

NESSUNA SCUSA – Lukaku ha dedicato una lunga parte della sua lettera ai ringraziamenti, all’Inter per averlo scelto e ai tifosi per averlo sempre sostenuto. Fino a qui la si può anche considerare accettabile, per quanto di circostanza, ma è la parte successiva ad avere il sapore amaro della beffa. Lukaku infatti conferma di aver sempre sognato il Chelsea (comportandosi come un Ibrahimovic qualunque, “sognatore” di qualsiasi squadra gli paghi lo stipendio), chiede ai tifosi di comprendere la sua scelta come se fosse un atto dovuto e chiude con un “rimango interista per sempre” di cui, sinceramente, non si sentiva il bisogno. I tifosi forse avrebbero avuto bisogno almeno di una richiesta di scuse, non di comprensione. Scuse per essere stati sedotti e abbandonati, illusi e lasciati a due settimane dall’inizio del campionato. Le parole di Lukaku non sono solo tardive, ma sono anche monche, incomplete, di una parte che molti tifosi avrebbero considerato fondamentali.

VOLTARE PAGINA – Le parole di Lukaku suonano non solo come tardive, ma anche come inopportune in certe parti. La fastidiosa sensazione, ed è un augurio che si tratti solo di una sensazione, è che per lui l’Inter sia stata solo una tappa di passaggio per rilanciare la sua reputazione in Premier League. Non si mette ovviamente in discussione quanto Romelu Lukaku abbia dato all’Inter in due anni, così come non si mette in discussione il suo attaccamento alla maglia e al suo ambiente nel biennio di Conte: forse era sincero e, anche se non lo fosse, i ringraziamenti sono doverosi solo per il rendimento avuto sul campo. Resta l’amaro in bocca non tanto per l’addio, l’Inter non è una prigione, ma per come si è realizzato. Le parole di oggi erano ormai evitabili, l’Inter ha voltato pagina, quella maglia numero 9 ha già un erede (Edin Dzeko) e i tifosi ora pensano oltre. L’Inter ringrazierà sempre Lukaku per quanto fatto sul campo, ma forse in due anni non ha capito bene cosa è l’Inter. L’Inter e soprattutto i tifosi dell’Inter meritano molto di più del populismo a un tanto al chilo su “Re” di Milano presunti o tali o di giustificazioni tardive. Peccato Romelu, nulla è eterno, soprattutto nel calcio, ma poteva e doveva finire meglio di così. L’interista ha già voltato pagina e a pochi interessano le tue tardive rivendicazioni di fede nerazzurra. Ti auguriamo il meglio per la tua nuova avventura, ma ormai appartieni al passato, abbiamo voltato pagina e in quella successiva non ci sarai tu.

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