L’Inter ha bisogno di qualità, Eriksen e Sanchez devono rispondere

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17 Febbraio 2020, 13:00
Sanchez
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L’Inter ha bisogno di un cambio di marcia. Questa versione della squadra di Conte ha raggiunto un limite: servono Eriksen e Sanchez per svoltare.

PROBLEMA STORICO – L’Inter ha dei problemi a sbloccare le partite contro le squadre che si chiudono e difendono basse. Specialmente se si schierano col 3-5-2, ma non solo vedi il Napoli in Coppa Italia. Un problema che in realtà non è nuovo. Anzi si ripropone in modo costante negli ultimi anni e per dire la verità è anche abbastanza normale. Con spazi intasati, difese da battaglia e la zona centrale sovraffollata di solito le così dette grandi hanno bisogno delle invenzioni dei loro giocatori più tecnici. o di cavare qualcosa dai calci piazzati. Poi sbloccata la partita si vede. Ma in realtà il discorso si può generalizzare: per indirizzare certe gare servono le giocate individuali. L’Inter di Conte a chi può chiedere certi colpi?

ATTACCANTI AL POTERE – Fino ad oggi i principali trascinatori sono stati gli attaccanti. O meglio i due titolari, Lukaku e Lautaro Martinez. Loro si sono sobbarcati una mole di lavoro notevole, forse unica. Col rischio concreto diventasse eccessiva. Senza cambi, senza rifiatare, senza problemi per la pioggia di infortuni che ha colpito la squadra. Hanno dato gioco, gol e risultati, ma fisiologicamente non possono durare per sempre. Il Toro è ancora umorale e in certe partite sparisce, il belga vive momenti di scarso feeling con la porta. Conte arrivato a febbraio 2020 ha bisogno di alternative.

CALVARIO SENSI – Una in realtà l’ha trovata subito, già da inizio stagione. Si tratta di Stefano Sensi, la rivelazione dei primi mesi nerazzurri quando il doppio regista sembrava la chiave di qualcosa di nuovo. Peccato che la sua stagione ad oggi si sia di fatto conclusa in Inter-Juventus. Da quella partita maledetta un calvario di infortuni apparentemente senza fine. E quando ha giocato, in questo 2020, ha mostrato ruggine, ma parecchia. Quindi che altro fare? I nomi sono due, e sono chiarissimi: Alexis Sanchez e Christian Eriksen.

DUE NEL MIRINO – I due ex Premier League sono di gran lunga i giocatori tecnicamente più dotati della squadra. Oltre a due dei tre con lo stipendio più alto, bonus più bonus meno, il che porta con sè certi oneri. Sanchez aggiunge anche un palmares da 16 titoli tra club e Cile. L’Inter ha bisogno di loro, del loro contributo in termini di tecnica, leadership, pericolosità, capacità di trovare soluzioni individuali. Anche sui calci piazzati. Non si può sempre e solo contare su collettivo, corsa, impegno, sacrificio. Saltando il centrocampo dando tutto il lavoro alle punte. In un contesto di squadra, di big, servono anche singoli che riescano a innestare la qualità, quella vera. In nerazzurro questi, oltre ai citati sopra, sono appunto Eriksen e Sanchez. Soprattutto perché, per motivi diversi, fino ad oggi sono soluzioni inesplorate o quasi. Il danese deve essere inserito, Conte ha insistito sulla necessità di recupero fisico e apprendimento tattico. Ma il tempo inizia a correre e aspettare troppo può fare solo danni. Alimentando dubbi inutili sul giocatore e aumentando il malumore. Il cileno invece è chiamato a rispondere almeno in parte alle grosse aspettative riposte in lui. Arrivato all’Inter per rinascere, ora è il momento di dimostrare. L’operazione è alle spalle, la condizione deve arrivare. Servono risposte in campo, dagli uomini più dotati.


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