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L’Inter e la gestione dei problemi: la comunicazione di Zhang non funziona

Negli attuali problemi della società Inter spicca in modo purtroppo chiaro quanto la linea comunicativa degli Zhang non sia adeguata. 

LINEA COMUNICATIVA – L’Inter ha dei problemi a livello economico/finanziario. E questo è chiaro ormai a tutti. Da mesi. A fronte però di un mare di notizie, annunci in patria, indiscrezioni, accuse, scenari le risposte sono sempre state centellinate. Un paio di comunicati, che per quanto fossero chiari hanno avuto una risonanza limitata. Specie spalmati su cinque, sei mesi. E la linea non è cambiata nemmeno con il ritorno in Italia di Steven Zhang dopo diverso tempo. Una scelta precisa. Si dice spesso per una questione culturare cinese. Che però sta aggravando ulteriormente la situazione. In modo evidente.

TROPPE VOCI, TROPPA INDETERMINATEZZA – Non parlare mai e lasciare tutto in mano ai si dice porta il suddetto proliferare di voci. Che vengono poi rilanciate di giorno in giorno, di fonte in fonte. Si trovano poi i soliti mille bene informati che aggiungono i loro dettagli. L’unica certezza è che non si ha mai la versione dell’Inter. Si può scegliere la fonte preferita, ma non si ha l’unica certa in una voce ufficiale. Solo si dice, pare, si presume. Con l’Inter in mezzo. Una situazione insostenibile soprattutto nelle condizioni attuali. Con lo scudetto appena vinto e il futuro avvolto dalle nubi. Soprattutto dopo mesi di assenza e silenzio. Con squadra e società abbandonati in autogestione. Con pure questioni finanziarie, di pagamenti, aperte.

INCONTRO NECESSARIO – Il presidente dell’Inter deve fare il presidente dell’Inter. Oneri e onori. Ha vinto e ha dei meriti. Ma non può vivere come fosse muto, senza alcuna comunicazione. E no, Instagram non vale. Per di più sia verso l’esterno che, a quanto pare, verso l’interno. Con annunci di tagli, spalmature e quant’altro dati in modo impersonale e telegrafico, come semplici ordini dall’alto. Soprattutto di ritorno a Milano dopo mesi, ribadiamolo nuovamente. Soprattutto quando dal giorno del suo ritorno tutti aspettano il suo incontro con Conte. Ed era il 28 aprile. Questa necessità, per quanto possa essere anche solo formale, va compresa, assecondata e risolta. Lo stillicidio di notizie negative appesantisce tutto l’ambiente. Lasciando solo più dubbi. Poi c’è una questione di rispetto verso lo stesso Conte e il suo lavoro. Zhang deve parlargli, di persona, qualunque cosa debba annunciargli. L’incontro deve esserci, a favore di telecamere. Come lo scorso anno. Per avere una comunicazione chiara. Una linea comune. Ma anche solo delle dichiarazioni da chi conta. In modo da spegnere le voci, in qualunque senso. E rendere tutto chiaro.

 

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