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L’Europa League è snobbata da tutti, come l’affronterà l’Inter?

L’Europa League è un banco di prova interessante per l’Inter di Luciano Spalletti. La partita contro il Rapid Vienna è un perfetto esame per il livello mentale della squadra: l’impegno sarà affrontato in modo consono?

PARTITA-ESAME – Inutile girarci attorno: l’Europa League è considerata praticamente da tutti più un fastidio che altro. Non è bello, ma è così. Tifosi, giocatori, allenatori. Soprattutto quando ci si arriva dopo il “declassamento” dalla Champions League, perché ormai si ha la bocca buona. Ma non solo, almeno a giudicare gli esempi del passato recente in casa nerazzurra. Proprio per questo Rapid Vienna-Inter diventa una partita importante per capire la mentalità della squadra. Per vedere se qualcosa è cambiato.

L’ULTIMA EL – Dicevamo del passato, quello prossimo. Vi ricordate l’ultima avventura in Europa League dell’Inter? Parliamo della stagione 2016-2017. Quella di Mancini-de Boer-Vecchi-Pioli-Vecchi. La squadra entra nella seconda competizione europea grazie al quarto posto conquistato nel 2015-2016 sotto la guida dell’attuale c.t. azzurro. Un traguardo comunque significativo, che fa ben sperare per il cammino in coppa nell’anno successivo, da affrontare addirittura tra le favorite iniziali.

PROBLEMI ECCESSIVI – Invece le cose vanno in modo diverso. L’Inter, inserita nel non irresistibile gruppo K, riesce a collezionare una figuraccia dietro l’altra, chiudendo il girone da ultima con sole due vittorie, una nell’ultima inutile giornata, a fronte di ben quattro sconfitte. La rosa da allora è cambiata, ma quella versione della squadra ha dei punti di contatto con quella attuale: Handanovic, D’Ambrosio, Miranda, Ranocchia, Brozovic, Joao Mario, Candreva, Perisic e il capitano Icardi.

COME SI AFFRONTA? – Contro il Rapid Vienna quattro o cinque di questi nomi potrebbero giocare ancora, da titolari. Per questo una partita con poco appeal diventa un segnale importante. Questo gruppo ha fatto un salto di qualità mentale? La Champions l’ha affrontata bene, pur finendo al terzo posto del girone. Ma lì l’appeal c’è, i riflettori sono accesi. In una coppa percepita come minore come la Coppa Italia l’Inter di Spalletti non ha mai dimostrato il massimo dell’impegno. Anche l’Europa League sarà sottovalutata?

 

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