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L’eliminazione con l’Eintracht ufficializza il limite di personalità dell’Inter

Inter-Eintracht Francoforte impone delle riflessioni sulla personalità dell’Inter di Luciano Spalletti. Questo gruppo ha dimostrato ancora di avere un chiaro limite in questo senso, che non può essere più sottovalutato.

VERDETTO NEGATIVO – Dopo l’eliminazione dalla Champions ci eravamo lasciati con una curiosità su come l’Inter avrebbe approcciato l’impegno nella coppa europea “di consolazione”, vale a dire l’Europa League. Dopo il doppio confronto contro l’Eintracht Francoforte possiamo tirare delle somme. Che purtroppo non sono positive.

PROBLEMA LISTE – C’è un punto di partenza importante quanto comunemente dimenticato: le limitazioni Uefa nella compilazioni delle liste hanno pesato nell’avventura europea dell’Inter. In particolare in questa Europa League affrontata in un periodo di pura emergenza. A Spalletti si possono muovere tante critiche sulla gestione dei suoi uomini, ma qualche forza in più in certe partite avrebbe fatto sicuramente comodo. Detto questo, va affrontato il verdetto del campo: la sfida con l’Eintracht non ha dato segnali positivi.

PROBLEMA CHIARO – All’andata l’Inter ha giocato una partita monca, nella quale ha alternato un primo tempo ben gestito e un secondo tempo ai limiti del disastroso. Un passo avanti e due indietro, con l’aggravante del rigore sbagliato. Anche per questo c’era curiosità sul ritorno a San Siro: che squadra si sarebbe vista sul suolo amico? Come detto, la risposta non è stata granché incoraggiante. L’Inter, come già in una partita similmente decisiva contro il PSV, è partita contratta, regalando un’occasione clamorosa agli avversari, pur inferiori, e in seguito persino il gol. Pure con una dinamica simile: contro gli olandesi in Champions un regalo di Asamoah, questa volta di de Vrij. In seguito nessuna particolare reazione. Tentativi sì, ma apparentemente poco convinti. Sicuramente poco efficaci. Approccio sbagliato, gol subito, nessuna lucidità per cercare il recupero, tentativi imprecisi e arruffati, pressione e nervosismo che salgono a ogni pallone. Sintomo del problema di mentalità che attanaglia questo gruppo da prima che arrivasse lo stesso Spalletti. Molto se ne è parlato, molte volte si è detto che per superarlo servivano singoli di spessore superiore. Non sono arrivati e quindi a questo punto va registrato che quello che è il limite di questo gruppo, con questi leader. In modo netto, chiaro, inequivocabile.

INTER SENZA PERSONALITA’ – I nerazzurri affrontavano una squadra con buona fisicità, personalità offensiva, ma anche decisamente attaccabile. Eppure in 180 minuti le parate di Trapp si limitano sostanzialmente al rigore all’andata. E pure quello nasce da un’azione confusa, ben sfruttata da Lautaro Martinez. Dal secondo tempo della gara a Francoforte di fatto l’Inter ha subito il gioco degli uomini di Hutter, trovando risposte solo approssimative. Se si cercava un giudizio sulla personalità di questa squadra è arrivata chiara e forte: questo gruppo è fragile mentalmente, soffre le sfide decisive che affronta sempre con grande apprensione complicandole maggiormente, ed più facile che molli piuttosto che trovare le forze di reagire.

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