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La lavagna di Napoli-Inter: Eriksen e 3-4-1-2, cambia lo spartito

La novità tattica proposta da Antonio Conte in Napoli-Inter, semifinale di ritorno di Coppa Italia, è stata il passaggio al 3-4-1-2 dal primo minuto, con Christian Eriksen alle spalle di Lautaro Martinez e Romelu Lukaku. Attraverso la nostra lavagna, vediamo com’è cambiato lo spartito nerazzurro

CAMBIO – Una delle note positive di Napoli-Inter, match che ha sancito l’eliminazione dei nerazzurri dalla Coppa Italia, è stata la buona prestazione di Christian Eriksen (qui top e flop). La presenza del danese dal primo minuto ha cambiato lo schema tattico di Antonio Conte: da 3-5-2 a 3-4-1-2. Come si vede chiaramente dalla foto, Barella e Brozovic sono partiti vicini davanti alla consueta difesa a 3. Solitamente, invece, siamo abituati a vedere il croato unico vertice basso, con due mezze ali più larghe.

TRIANGOLO ROVESCIATO – Questo per consentire a Christian Eriksen di giocare in posizione più avanzata, alle spalle di Lukaku e Lautaro Martinez. In Napoli-Inter è stato chiaro fin da subito il cambio di modulo. Come si vede nella foto qui sotto, il danese ha giocato come vertice alto del centrocampo. Non più un vertice basso (Brozovic) e due mezze ali ma due mediani/registi e un trequartista.

IMPOSTAZIONE – Ma c’è di più. Questo cambiamento tattico ha portato a delle variazioni in fase di impostazione. La più evidente e utilizzata in Napoli-Inter è la seguente: nel giro palla dei tre difensori, spesso uno tra Barella e Brozovic si è abbassato e ha preso il posto di Skriniar o Bastoni. La foto lo dimostra: Barella riceve palla sulla linea difensiva e Skriniar (cerchiato in rosso) sale.

EVOLUZIONE – La foto sottostante mostra l’evoluzione dei movimenti visti in precedenza. Interessante è la posizione di Milan Skriniar, sempre cerchiato in rosso: spesso in Napoli-Inter lo slovacco e Bastoni si sono trovati in posizione così avanzata a causa di questi nuovi movimenti ad abbassarsi di Brozovic e Barella. In questo caso il difensore ha tagliato al centro con Candreva che è restato largo; ma è capitato anche che l’esterno si accentrasse per lasciare posto sulla fascia al difensore di turno, che spesso è arrivato addirittura a crossare dal fondo. Un’interessante novità tattica che, probabilmente, vedremo più spesso con Eriksen in campo.

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