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La lavagna di Fiorentina-Inter: attacco “a tutta” di Conte croce e delizia

Analizziamo con la nostra lavagna i momenti chiave di Fiorentina-Inter. Le reti di Borja Valero e Vlahovic sono figlie del calcio di Antonio Conte: area avversaria piena e pressing a tutto campo, sempre e comunque

IL CREDO DI CONTE – Per essere credibile, un allenatore deve avere un’idea in testa e portarla avanti con convinzione. Il pregio più evidente nella gestione di Antonio Conte, visibile nella neonata esperienza all’Inter e in quelle precedenti, è proprio questo: lo spartito scritto dal tecnico salentino viene recitato da tutti. Ognuno sa quello che deve fare; chi non lo sa, difficilente gioca. Nonostante la difesa a 3 possa far pensare a un atteggiamento difensivista, tra i principi di gioco dei nerazzurri c’è l’andare avanti piuttosto che indietro. Si attacca in massa e si pressa a tutto campo. Un atteggiamento che ha portato sia alla reti di Borja Valero che, purtroppo per i nerazzurri, a quella di Vlahovic.

IL GOL DI BORJA VALERO

POSIZIONI IN CAMPO – Nell’azione che ha portato al gol di Borja Valero in Fiorentina-Inter, il primo in stagione per lo spagnolo, è ben visibile lo schiermento in campo dei nerazzurri secondo il consueto 3-5-2 di Conte. Come testimoniato dall’immagine, i tre centrocampisti formano un triangolo, il cui perno basso è Marcelo Brozovic. Cristiano Biraghi e Danilo D’Ambrosio, gli esterni, sono molto alti. Lautaro Martinez e Romelu Lukaku sono molto vicini per tenere impegnati i due centrali della Fiorentina.

Borja Valero, in possesso della sfera, allarga su Biraghi e si butta in area di rigore. L’esterno sinistro, invece di crossare, serve Brozovic a rimorchio. Da sottolineare come, nonostante la corsa in avanti, sia ancora ben visibile il 3-5-2: sempre il triangolo tra i centrocampisti, sempre gli esterni alti (D’Ambrosio è già in area di rigore), sempre gli attaccanti vicini tra di loro. E sono tutti dentro: l’assalto alla porta di Dragowski sta per partire. Con Milan Skrniar appena fuori dall’area, tranne Stefan De Vrij e Alessandro Bastoni sono tutti in attacco.

Il passaggio illuminante di Brozovic permette a Borja Valero di crearsi l’opportunità per sbloccare Fiorentina-Inter. Al resto ci pensa lo spagnolo, bravo a sterzare e battere Dragowski. Ma la preparazione del gol è tutta del credo calcistico di Conte: 5 giocatori in area di rigore, 3 in agguato appena fuori. I viola hanno solo un uomo in più dei nerazzurri nella propria area di rigore e non per colpe proprie. Da sottolineare la posizione di D’Ambrosio, a ridosso dell’area piccola.

L’INTER SFIORA IL RADDOPPIO

D’AMBROSIO PUNTA – Passiamo in rassegna due occasioni fallite dai nerazzurri per chiudere Fiorentina-Inter, che testimoniano ancora la propensione dei nerazzurri ad attaccare in massa l’area avversaria. Concentrandoci su un giocatore in particolare: D’Ambrosio, praticamente attaccante aggiunto. Nell’immagine abbiamo preso in considerazione l’occasione avuta di testa da Lukaku, con la splendida parata di Dragowski. Come in occasione della rete di Borja Valero, l’area viola è piena: Biraghi crossa, Vecino si unisce alle due punte e D’Ambrosio è in agguato. Tutti all’attacco ancora una volta. Il traversone dell’esterno sinistro è ottimo, Lukaku colpisce di testa ma Dragowski compie un miracolo.

Discorso analogo per l’occasione avuta di testa da Lautaro Martinez. Questa volta l’area avversaria è meno piena rispetto alle azioni precedenti, ma gli esterni sono sempre altissimi: Biraghi crossa, D’Ambrosio è sulla stessa linea di Lukaku e Lautaro. Da vero e proprio attaccante aggiunto. E l’azione ha ricordato molto il gol proprio dell’ex Torino nella vittoria per 1-0 contro la Lazio.

IL GOL DI VLAHOVIC

L’ALTRA FACCIA – L’attacco a pieno organico è ormai nel DNA degli uomini di Antonio Conte. Anche quando, probabilmente, bisognerebbe tirare il freno e gestire maggiormente il risultato, senza il bisogno di spingersi in avanti ad ogni costo. Ne è la dimostrazione la rete subita in Fiorentina-Inter nel recupero: come si vede nell’immagine, nonostante manchi poco al termine, i nerazzurri sono proiettati in avanti. I centrocampisti sono disposti ancora a triangolo: il “nuovo” vertice basso, Agoume, è molto avanzato. Vecino è in area, Brozovic quasi. D’Ambrosio, cerchiato, è in proiezione offensiva. Posizioni in campo che, sull’1-0 da difendere con la partita agli sgoccioli, dimostrano come l’indole offensiva sia ormai nelle vene dei giocatori nerazzurri.

Indole che permette di creare tante occasioni da gol (numerose, anche in Fiorentina-Inter, le occasioni non capitalizzate) e che, ovviamente, presenta qualche rischio. Soprattutto se, sull’uscita avversaria, viene sbagliato un anticipo. Due difensori nerazzurri cercano di recuperare la palla addirittura oltre la metà campo. Un errore può essere fatale, e così è stato. Prendere il gol del pareggio in contropiede nel recupero fa male. Ma sono rischi che, per seguire una determinata idea di calcio, bisogna prendersi. Tante occasioni, qualche rischio. Le occasioni non sono state sfruttate, i rischi sono stati pagati. Ma le due reti di Fiorentina-Inter sono due facce della stessa medaglia.

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