L’Inter, Conte e le residue ambizioni scudetto: proviamo a fare chiarezza

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17 Luglio 2020, 08:21
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La vittoria dell’Inter contro la SPAL ha riportato serenità fuori e dentro lo spogliatoio di Antonio Conte. Adesso, i nerazzurri sono dati nuovamente come rivali credibili della Juventus. Ma quanto dobbiamo dare retta a queste valutazioni squilibrate?

LA SITUAZIONE – È una specie di maledizione che torna ogni qualvolta l’Inter rimette la testa davanti alle sue concorrenti. I nerazzurri tornano a vincere in trasferta, contro la SPAL, e si issano al secono posto. La Juventus è apparsa improvvisamente come una piccola nave lungo la linea sfocata dell’orizzonte. I bianconeri distano soltanto 6 punti, 7 considerando il bilancio degli scontri diretti a sfavore. Nelle prossime 5 partite, l’Inter affronterà nell’ordine: Roma (T), Fiorentina (C), Genoa (T), Napoli (C) e Atalanta (T). Questo è invece il calendario della Juventus: Lazio (C), Udinese (T), Sampdoria (C), Cagliari (T), Roma (C). Da queste informazioni, è possibili incoronare i nerazzurri come anti-Juventus? Rimangono sufficienti speranze per sognare lo scudetto?

AMBIZIONI – La risposta a queste due domande potrebbe sembrare molto semplice per alcuni, altrettanto complessa per molti. Va premesso che l’Inter ha avuto la meglio sull’ultima in classifica, chiudendo un mini-ciclo di partite (il cosidetto “calendario che avrebbe dovuto dare una mano“) leccandosi le ferite. Stando alle previsioni di molti, l’Inter ha raccolto 5 punti in meno rispetto al ruolino di marcia, prefissato alla ripresa guardando il calendario. Probabilmente nessuno aveva fatto i conti con la disinvoltura del Sassuolo di Roberto De Zerbi e con il carattere del Verona e del Bologna. Ieri, nel corso di un’intervista post SPAL-Inter, Cristiano Biraghi ha detto una cosa molto giusta («Abbiamo vinto, siamo secondi e adesso alziamo la testa per guardare sopra di noi in classifica»), a patto che i nerazzurri non dimentichino di riportare lo sguardo, e i piedi, subito a terra, dopo aver cercato di scorgere il vascello di Maurizio Sarri in lontanza.

REALTÀ – Appena un paio di gradini sotto l’Inter, scazzottano Atalanta e Lazio e la formazione di Antonio Conte, in questo momento, non deve commettere l’errore di sfocare la propria realtà. Fino a qualche giorno fa i nerazzurri erano dati per spacciati. Addirittura il posto Champions era a rischio, e la squadra sembrava sfilacciata tra scelte di mercato opinabili e un allenatore sull’orlo di una crisi di nervi. Poco più di qualche giorno, e una goleada dopo, ogni valutazione è stata ribaltata. Questo è uno dei grandi mali che affligge l’Inter da troppo tempo: l’incapacità di mantenersi in equilibrio sulla propria situazione reale. La Juventus, dopo il lockdown, ha mostrato parecchie crepe ma può contare ancora sui suoi fuoriclasse d’alto lignaggio.

CALMA – Il parere, su questa Inter, non può cambiare ogni tre per due e già dopo la goleada col Brescia la volontà di gettare lo sguardo in avanti aveva fatto più danni di una mareggiata. L’abbiamo detto più volte e non ci stancheremo mai di ripeterlo. L’Inter, in questo campionato, ha già fatto parecchio e col parco giocatori a disposizione difficilmente Conte avrebbe raccogliere di più. Certo, guardando il rendimento della Juventus probabilmente qualche rimpianto salta fuori. Ma la possibilità di coltivare rimpianti si deve solo alla grande andatura dei nerazzurri, che nella prima parte di stagione hanno cullato e sostenuto le ambizioni dei tifosi. Adesso, però, non bisogna eccedere in pregiudizi di attribuzione, secondo cui la strada verso lo scudetto può essere davvero fabbricata con le mani di Conte e dei suoi scudieri. All’Inter, in questo momento, serve semplicemente equilibrio, come quando si chiedeva la testa di Conte in piena crisi di risultati. Solo così,i nerazzurri potranno davvero tornare a scorgere le vette più alte di classifica con la giusta convinzione.




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