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Kolarov ultimo baluardo di un mercato che non esiste: non c’è solo l’Inter

Kolarov è in scadenza di contratto con l’Inter, che non ha ancora sciolto la decisione da prendere. Ma il futuro del classe ’85 serbo non dipende solo dall’eventuale rinnovo, che al momento sembra utopia. Ci sono altre priorità da prendere in considerazione a fine carriera

RINNOVI LAST MINUTE – In casa Inter, dopo il passaggio di consegne tra Antonio Conte e Simone Inzaghi, si sta verificando uno scenario non ipotizzabile prima. Tutti i calciatori in scadenza di contratto, e destinati ad andare via, sono stati “congelati” dal Club nerazzurro. Che ha proposto il rinnovo praticamente a tutti – Andrea Ranocchia, Danilo D’Ambrosio e Ashley Young – e rimpiazzato il solo Daniele Padelli in porta con il rientrante Alex Cordaz a costo zero. Tutti, tranne Aleksandar Kolarov, che sta vivendo un periodo di riflessione. Il classe ’85 serbo, lontano dai campi da gioco dal 9 febbraio, quando giocò – incredibilmente bene (vedi analisi tattica) – meno di mezz’ora in Coppa Italia contro la Juventus. Poi solo panchina, l’infortunio e l’operazione. A fine stagione l’Inter non dovrà far valere obbligatoriamente il rinnovo contrattuale previsto “grazie” al mancato raggiungimento delle presenze fissate. Ma non c’è solo questo. Il rinnovo automatico non ci sarà, ma di Kolarov che ne sarà? L’ingaggio pesante (3 milioni netti annui) permette di anticipare che dall’Inter non riceverà la proposta di prolungamento alle stesse cifre. Semmai, qualora Inzaghi (che stima Kolarov, ndr) lo ritenesse opportuno, potrebbe essere avanzata un’offerta a cifre dimezzate, sulla scia del coetaneo Young. E sarebbe davvero simbolico.

SCENARI DI MERCATO – Il rinnovo last minute per Kolarov è uno scenario oggi impossibile da credere. Soprattutto vista la trattativa per portare a Milano il fedelissimo Stefan Radu (vedi articolo), che sul centro-sinistra della difesa prenderebbe proprio il posto di Kolarov. Eppure il 35enne serbo, al momento, non è stato congedato dall’Inter. La sua idea è quella di strappare un ultimo contratto, anche annuale, per restare nel calcio che conta. In Italia, in Inghilterra o altrove. Kolarov ha già annunciato ufficiosamente l’addio alla Nazionale Serba, di cui è capitano, proprio per potersi concentrare solo sul suo finale di carriera a livello di club. Il ritorno alla Stella Rossa, dov’è cresciuto, è un’ipotesi che oggi non scalda, sebbene l’amico Dejan Stankovic possa provare a insistere. Per l’addio ufficiale all’Inter bisogna ancora aspettare. Ci sono due settimane di ulteriori riflessioni. E sono riflessioni che dovrà fare lo stesso Kolarov: se il fisico non glielo permettesse (come già successo a Milano al connazionale Nemanja Vidic, ndr), non si potrebbe escludere la decisione più drastica. Oggi Kolarov non può avere ciò che sogna(va) dal mercato calcistico, che nel frattempo gioca al ribasso. Bisogna fare una scelta. Di vita più che di carriera o economica. Non ci resta che aspettare: non c’è solo l’Inter per Kolarov. Priorità al resto, ora.

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