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Kolarov to Hakimi, nuovo ruolo per il serbo? Da difensore a regista

Con l’ingresso in campo nel finale di Juventus-Inter, Aleksandar Kolarov ha mostrato la sua caratteristica migliore: il mancino. Ormai sembra abbastanza chiaro che il ruolo del serbo sia quello di riserva di lusso, da utilizzare nei secondi tempi, per le sue capacità più da regista che da difensore.

CAMBI GIOCOKolarov to Hakimi. Può essere riassunta in questo modo la prestazione del serbo dopo il suo ingresso in campo in Juventus-Inter. L’ex Roma e Lazio, sebbene abbia giocato una breve frazione di secondo tempo, è sicuramente stato tra i migliori in campo della sfida. Specialmente per i suoi precisi cambi di gioco sulla fascia destra, dove Hakimi ha mostrato tutta la sua pericolosità nel corso di tutti e 90 i minuti. Un’arma, purtroppo, non sfruttata a dovere dai compagni di squadra. Lukaku e Lautaro Martinez in primis. Una giocata, quella di Kolarov, già mostrata anche alla seconda partita di campionato, contro il Benevento. E allora arrivò il gol dell’esterno marocchino.

NUOVO RUOLO – Sembra ormai chiaro che Aleksandar Kolarov stia diventando sempre più un regista, che non un difensore. Spesso il giocatore è andato in difficoltà da terzo di sinistra (esempio lampante il derby perso 1-2 in campionato). Ecco perché potrebbe essere efficace il nuovo impiego che ne sta facendo Antonio Conte. Un’arma da utilizzare a gara in corso, specialmente quando la squadra è a trazione offensiva. Un regista aggiunto in grado di usare il suo sinistro fatato per rilanciare la manovra velocemente. Senza dimenticare, chiaramente, la sua utilità in occasione dei calci piazzati.

MANOVRA MIGLIORATA – Non è un caso che infatti ieri, dopo il suo ingresso, Kolarov abbia nettamente migliorato la manovra del gioco nerazzurro, andando a sfruttare il punto di forza fornito dalla fascia destra. Un fattore non completamente sfruttato da Christian Eriksen, chiamato a quei cambi di gioco necessari per innescare velocemente Achraf Hakimi sulla destra. Un’ultima caratteristica, infine, rende il difensore serbo una freccia preziosa nella faretra di Antonio Conte. Il mancino naturale. Una caratteristica mancante a Ivan Perisic, Matteo Darmian e Ashley Young. Ovvero a tutti gli esterni sinistri nerazzurri.

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