Keita alter ego di Perisic “spazza” tutte le ali dell’Inter: Candreva no, Karamoh sì

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12 agosto 2018, 23:12
Keita

Keita è in arrivo a Milano ed è una grande notizia tanto per l’Inter quanto per Spalletti, meno per chi dovrà fargli posto in squadra: le caratteristiche del senegalese mettono sotto pressione più Candreva che Karamoh

KEITA ALL’INTER – Quello di Keita Baldé è un acquisto quasi a sorpresa da parte dell’Inter, che riesce a ottenere le prestazioni del classe ’95 senegalese con un anno di ritardo dopo il trasferimento dalla Lazio al Monaco, quest’ultimo convintosi a rispedirlo in Italia con la formula del prestito oneroso con diritto di riscatto. Non si tratta del grandissimo colpo di mercato (per restare in tema, non “bissa” il colpo del Liverpool fatto un anno fa con Mohamed Salah dalla Roma) né dell’ottima, ma costosa scommessa straniera (come lo sarebbe stato Malcom dal Bordeaux e finito al Barcellona), eppure Keita non è un profilo basso. Tutt’altro: Keita arriva all’Inter per giocare e fare la differenza, anche perché con e grazie a Luciano Spalletti potrebbe diventare devastante. Per farlo, però, Keita deve seguire alla lettera le direttive tecnico-tattiche dell’allenatore dell’Inter, che deciderà come e dove impiegarlo: Keita è un’ala, più sinistra che destra, ma si disimpegna tranquillamente come seconda punta (quindi trequartista) e centravanti, se serve. Anzi, probabilmente è libero dagli schemi che dà il meglio di sé: Keita arriva per assistere la prima punta dell’Inter, capitan Mauro Icardi, che negli ultimi anni è rimasto isolato in area di rigore, ma che con l’ormai ex numero 14 del Monaco ha condiviso la crescita nella cantera del Barcellona, e le caratteristiche dei due si sposerebbero più che bene nel nuovo attacco nerazzurro. Da ricordare anche che Keita è ambidestro, dettagli non di poco conto: Spalletti sta puntando molto sul concetto dell’ala a piede invertito e con Keita non avrebbe nessun problema a utilizzarlo a destra come a sinistra, anche perché il cambio di fascia è previsto già a partita in corso, come dimostrato più volte.

CANDREVA E KARAMOH – Le caratteristiche tecniche di Keita colmano tutte le lacune delle altre ali dell’Inter, che vantano almeno una qualità di spicco, ma per il resto presentano più di un difetto: Keita colma l’indecenza in zona gol dell’ex compagno di squadra Antonio Candreva; Keita colma la fumosità e l’inesperienza del classe ’98 Yann Karamoh; Keita colma la scarsa fisicità dell’altro neo acquisto Matteo Politano; Keita non colma, ma bissa pregi e difetti di Ivan Perisic, che pecca di continuità proprio come il senegalese in arrivo da Monte Carlo. Cinque ali per due ruoli sono troppe nonostante la duttilità di tutti i calciatori in questione, ma nell’attacco dell’Inter non bisogna dimenticare Lautaro Martinez e gli altri jolly arruolabili sulle fasce alte, a partire da Kwadwo Asamoah a sinistra (e al momento anche Joao Mario a destra…): c’è un’ala di troppo. E se è facile intuire che Perisic sarà titolare a sinistra, mentre il suo alter ego Keita – in caso di 4-2-3-1 – dovrà provare a emulare il suo lavoro tattico (deve aiutare nel ripiegamento difensivo) sulla fascia destra, è altrettanto facile intuire che il “nuovo” jolly Politano è preziosissimo, mentre il profilo in uscita è da ricercare a destra nei “vecchi”: Candreva o Karamoh. Tra i due, i margini di crescita di Karamoh (già provato in tutti i ruoli, non solo da ala sinistra, ma anche da prima punta), pronto a sostituire Keita a partita in corso, fanno credere che sia proprio Candreva l’elemento di troppo: in netto calo, stereotipato e utilizzabile solo a destra (il più lontano possibile dalla porta), il classe ’87 romano rischia di non vedere più il campo se Spalletti deciderà di puntare sulla duttilità e sulla freschezza delle altre quattro ali. Le tre già note più il prossimo acquisto: Inter, il gioiello Keita è in arrivo!






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