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Kanté nelle idee dell’Inter di Conte: cos’è andato storto finora (con Barella)

Kanté non è un giocatore dell’Inter. Questa non è una notizia. A distanza di due mesi dall’inizio della stagione, però, bisogna constatare come sta cambiando l’approccio di Conte per quanto riguarda la situazione a centrocampo. La gestione che coinvolge Barella è l’esempio più lampante di ciò che non ha funzionato finora

TOP PLAYER SFUMATO – Per giorni, settimane e mesi si è parlato di N’Golo Kanté a Milano. Una non-trattativa di mercato estivo mai stata calda. Per intenderci, c’è stato un momento in cui sembrava più vicino Lionel Messi che il centrocampista francese. Si trattava, però, di una specifica richiesta di Antonio Conte per il salto di qualità nerazzurro. Una richiesta non esaudibile per i costi eccessivi, ma ben motivata. Del resto Kanté è il miglior centrocampista nel suo ruolo. Non c’è in circolazione un incontrista che riesca ad abbinare tanta qualità con una quantità disumana. Il classe ’91 del Chelsea è uno dei pochissimi giocatori in attività per cui può valere il concetto del “+10”. La formazione-tipo? Kanté più altri dieci. Come per Messi, appunto. Ed è anche questo il motivo per cui gli acquirenti avevano pochissime chance di convincere i Blues a privarsene a cuor leggero.

IDEA DI CONTE – Abbiamo impiegato un po’ di tempo a capire i piani di Conte per l’Inter che prevedevano Kanté davanti alla difesa. Un 3-4-1-2 con una cerniera tutta nuova a copertura della difesa a tre. Di fianco al centrocampista francese era previsto Arturo Vidal, voluto fortemente a Milano e ottenuto. Più avanzato Nicolò Barella, nel ruolo di finto trequartista in cui si è destreggiato con buoni risultati in questo avvio di stagione. Era questo il progetto tattico di Conte. Senza Kanté, qualcosa è andato storto. Soprattutto nel re-inserimento di Barella negli schemi. Alzi la mano chi si aspettava Barella alto. Semmai Vidal. Per non citare Christian Eriksen, Radja Nainggolan e Stefano Sensi, che vivono altri problemi. Senza Kanté, Conte ha fatto ruotare davanti alla difesa Marcelo Brozovic e Roberto Gagliardini, finora avuti a disposizione in periodi diversi. Un downgrade notevole rispetto al sogno Kanté. Solo dopo il “fallimento” Vidal è tornato sui suoi passi. E a Reggio Emilia si è visto Barella perno centrale del terzetto in mediana previsto nel “nuovo” 3-5-2 (vedi analisi tattica di Sassuolo-Inter). Sperando sia un punto di ri-partenza tattica.

SOLUZIONE INTERNA – Nonostante le caratteristiche che lo rendono efficace da mediano, mezzala, regista e trequartista, l’evoluzione tattica di Barella deve seguire quella del fuoriclasse francese. Altrimenti tra due anni saremo ancora qui a parlare di un centrocampista né carne né pesce. Anziché di uno dei più forti in circolazione. Forse il più forte nel suo ruolo, chi lo sa. L’ipotesi Barella “alla Kanté” l’avevamo già approfondita in più occasioni. Il 30 agosto (vedi articolo) per spiegare le idee di mercato dell’Inter. Poi il 10 settembre (vedi focus) per negare la pista low cost Jean Seri. E infine il 28 settembre (vedi editoriale) per dettagliare la nuova filosofia contiana. Una filosofia messa a serio rischio dal mancato acquisto di Kanté. Anche se a gennaio arrivasse un mediano con caratteristiche difensive, nessuno sarà del livello del centrocampista francese del Chelsea. Ecco perché Conte deve insistere su Barella in quel ruolo: il “Kanté italiano” può essere costruito in casa, serve solo tempo. E fiducia in altre mezzali simil-trequartisti.

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